domenica, 19 Aprile 2026
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Voti alti per i rosanero. Su tutti, ovviamente, Pohjanpalo che con i suoi gol sta trascinando il Palermo

Palermo, Rui come Alì e quel satanasso di nome Joel – LE PAGELLE

Dopo i risultati di Monza e Frosinone approcciare Palermo – Cesena con positività è come festeggiare per aver prenotato la visita con l’urologo. Sia chiaro: solo se sei Checco Zalone riesci a fare soldi con quel tipo di accertamenti diagnostici. Rispetto alle altre volte i rosanero non devono vincere e sperare, ma devono vincere e basta. A spargere benzina sul fuoco del pessimismo cosmico c’è da aggiungere che, chi conosce un certo tipo di cinema, quando sente “Cesena” non può che pensare al gol di Garlini nella mitica scena tra Giuliana De Sio e Massimo Troisi nel film “Scusate il ritardo” ma…

POHJAN-GOL: UNO A ZERO!

…ma quale ritardo! Il Palermo ci mette appena nove minuti ad andare in vantaggio. E indovina indovinello chi è che ha buttato il palloncino in fondo al sacco? Come direbbe Ezio Greggio “È lui o non è lui? Cerrrrrrto che è lui”: a siglare la rete rosanero altri non può essere che quel satanasso biondo che di nome fa Joel e di cognome Pohjanpalo. Il primo quarto d’ora del Palermo è frizzante come un Extra Brut Grand Cru Jacques Selosse 2010. I ragazzi di Inzaghi praticano un pressing ossessivo-compulsivo e le frequenti smitragliate verso la porta di Klinsmann ci fanno scoprire vis-a-vis le doti feline dele figlio della Pantegana Bionda. I bianconeri provano talvolta la via del contropiede ma i rosa tengono botta ed il sig.Collu da Cagliari richiama tutti con un “Ajo, negli spogliatoi tutti andare dovete”. Fine primo tempo.

POHJAN-GOL: GAME, SET AND MATCH!

Nella seconda frazione la partita resta divertente anche se alla voce “emozioni” campeggia per venti minuti abbondanti uno zero grande quanto l’Uzbekistan. Ed è proprio mentre non te l’aspetti che all’improvviso arriva lui! Di nuovo lui! Sempre lui! Per la ventitreesima volta in stagione ancora lui! Cross di Rui Manuel Muati Bastiano Coimbra de la Coronilla y Azevedo Modesto da Vendas Novas ed inzuccata in buca di Super Pohjanpalo al minuto settantuno. Al Cesena resta il tempo di colpire una traversa con Piacentini e poi il sig.Collu da Cagliari prende in pugno la situazione con un perentorio “Ajo, la partita finita è!”. La corsa può continuare, dove ci porterà – come diceva Mogol per bocca di Battisti – lo scopriremo solo vivendo.

LE PAGELLE

Gomis 6. Ogni volta che azzarda l’uscita sui palloni alti parte la musichetta thrilling di “Profondo Rosso”. Però salva il risultato sull’uno a zero su Berti e porta a casa la pagnotta.

Pierozzi 6,5. Difensore con licenza di offendere, spariglia spesso le carte durante il match a vantaggio dei rosanero. Altro che Timothy Dalton: 0027.

Bani 7. Monumentale, gigantesco. Per tutto il match annulla Cerri che, evidentemente, ce-rri masto male.

Ceccaroni 6,5. Dalle sue parti si respira la tranquillità di una SPA. Partita di difesa, bagno turco e massaggio. All inclusive.

Rui Modesto 7. Da esterno altissimo, corre come una farfalla e crossa come un’ape. Non è Mohammed Alì, ma sa sfornare assist. Da lì.

Dal 80° Magnani s.v.

Segre 6,5. Ha finalmente smesso i panni del primattore per indossare quelli del gregario. Pressa, ringhia, scippa palloni, riparte, e tampona come quella macchina per la pasta che aveva la forza di venti braccia. A lui bastano due polmoni formato XXXL.

Dal 80° Vasic 6,5. In un quarto d’ora mette a soqquadro la difesa romagnola con un paio di coast-to-coast degni di un maratoneta etiope tripla medaglia d’oro olimpica.

Ranocchia 7. Batte la bacchetta sul leggìo e dirige la sinfonia rosanero per novanta minuti più recupero. Scommessa vinta da Inzaghi: jackpot!

Augello 7. Per tutta la partita scorribanda sulla sua fascia mettendo cross a ripetizione con un sinistro che è una delizia per gli occhi. Leader della sinistra senza bisogno di primarie. Campo largo.

Palumbo 6. Si vede che è di un altro pianeta rispetto a questa categoria, ma il movimento a valanga che gli impone il verbo inzaghiano un po’ lo snatura e quando non trova la giocata il suo rendimento ne risente.

Dal 76° Gyasi s.v.

Le Douaron 6,5. “Il fantasma di Brest” slenzuola per quasi ottanta minuti senza sosta. È una chiattidda che non ci si può neanche con le piretrine. Epperò c’è un però. Gli manca il gol. Perchè se fai il metalmeccanico non ci fa niente, ma se sei un attaccante arrivare a fine aprile con soli cinque golletti realizzati (l’ultimo dei quali segnato in epoca paleozoica) è un po’ pochino. Un po’ tanto, diciamo. Facciamo che li sta conservando per i playoff. Sparagnaturi.

Dal 76° Giovane s.v.

Pohjanpalo 8. Meno statico del solito, più voglioso e combattente. Corre, rincorre, fa salire la squadra e “Pem! Pem!”: due occasioni, due gol. La paura fa novanta, Pohjanpalo ventitrè. E non finisce qui…

Dal 88° Corona s.v.

Inzaghi 6,5. Può piacere o non piacere, più o meno come la frittura di pesce ratto di fantozziana memoria. Ma è evidente che la squadra abbia un’identità ben precisa, fatta di lotta e di sudore. Di certo c’è che, abbandonàti percorsi e prestatività varie ed eventuali, il nuovo mantra da seguire come una religione new age è “la strada è tracciata”. E noi vogliamo attraversarla con te, per portarci dove sai tu, la sera del ventinove del mese di maggio. Siamo puntati.

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