domenica, 19 Aprile 2026
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Al centro dell'audizione in terza Commissione, l'ulteriore aggravamento legato alle tensioni internazionali

Pesca in crisi, le organizzazioni datoriali del settore ricevute all’ARS

La grave crisi che sta colpendo il comparto della pesca è stata al centro dell’audizione, in terza Commissione all’Assemblea Regionale Siciliana, delle associazioni del movimento cooperativo e datoriali firmatarie del documento con le proposte per affrontare nell’immediato l’emergenza del settore, consegnato il 24 marzo scorso all’assessore all’Agricoltura e Pesca della Regione Siciliana Luca Sammartino.
Lo stesso documento è stato illustrato in Commissione Attività produttive.
“Abbiamo rappresentato con forza una situazione ormai insostenibile – affermano i rappresentanti di AGCI Agrital, CONFCOOPERATIVE-FedAgriPesca, LEGACOOP Agroalimentare, ANAPI Pesca Sicilia, UNCI Agroalimentare, UNICOOP Pesca, FEDERPESCA Sicilia, AGRIPESCA Sicilia e FEDERAZIONE Armatori Siciliani – che vede il settore da tempo sottoposto a una pressione straordinaria, determinata da una combinazione di fattori progressivamente aggravatisi: gli effetti della crisi climatica, le difficoltà strutturali del comparto, eventi eccezionali come il ciclone Harry e il fenomeno della mucillagine, che hanno inciso pesantemente sulla produttività e sull’equilibrio degli ecosistemi marini”.
Un quadro estremamente critico a cui si aggiunge, oggi, un ulteriore elemento di preoccupazione determinato dalle tensioni internazionali legate al conflitto iraniano, che stanno producendo un significativo aumento del costo dei carburanti.

Secondo le sigle del mondo cooperativo e datoriale, si tratta di un fattore che incide direttamente sulla sostenibilità economica delle attività di pesca, già fortemente compromesse.

INTERVENTI STRUTTURALI OLTRE L’EMERGENZA

“Da circa sette mesi – hanno spiegato le organizzazioni durante l’audizione – molte delle nostre cooperative non sono più nelle condizioni di generare reddito: ciò significa mettere a rischio non solo le imprese, ma intere comunità costiere, tradizioni e filiere produttive fondamentali per l’economia e l’identità del territorio siciliano”.
“Per queste ragioni – sottolineano – abbiamo ribadito con determinazione la necessità di rifinanziare il Fondo di solidarietà previsto dalla Legge Regionale 9: uno strumento essenziale che deve essere rafforzato e reso pienamente operativo, affinché possa garantire un sostegno concreto e immediato alle imprese del settore, consentendo loro di affrontare questa fase emergenziale e di avviare un percorso di rilancio”.
“Abbiamo inoltre evidenziato – aggiungono – l’urgenza di interventi strutturali che vadano oltre la gestione dell’emergenza: politiche di sostegno mirate, misure per la riduzione dei costi energetici, investimenti per l’innovazione e la sostenibilità, oltre ad azioni coordinate a livello regionale, nazionale ed europeo”.
“Il tempo delle analisi è finito – concludono – e ora servono risposte rapide, efficaci e all’altezza della gravità della situazione: il futuro della pesca siciliana dipende dalle scelte che verranno adottate oggi e noi, in qualità di associazioni, ci riserviamo di avviare tutte le azioni necessarie per difendere le ragioni della categoria, compresa la dichiarazione dello stato di agitazione”.

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