La Procura di Palermo ha ricostruito un presunto rapporto di scambio tra il boss della mafia dell’Acquasanta Raffaele Galatolo e l’ex consigliere comunale Mimmo Russo, già coinvolto in un’inchiesta per scambio elettorale politico-mafioso.
Primavera 2022
Nella primavera del 2022 – racconta il quotidiano La Repubblica – Galatolo avrebbe sostenuto attivamente la campagna elettorale di Russo, impegnandosi sia per le elezioni amministrative sia per quelle politiche, oltre a mobilitarsi in favore del referendum sulla giustizia. In cambio, Russo avrebbe cercato di procurare un impiego ad Angelo Galatolo, figlio del boss, inserito nelle liste riservate agli ex detenuti.
Nessuno degli obiettivi prefissati andò però a buon fine. Russo non conquistò un seggio in consiglio comunale, il referendum non raggiunse il quorum e il giovane Galatolo non trovò lavoro. Nonostante i risultati deludenti, i rapporti tra il politico e il capomafia proseguirono.
Maggio 2023
Nel maggio del 2023 Russo tentò nuovamente di aiutare Angelo Galatolo, proponendogli un posto in una società di pulizie attiva all’interno dell’Ippodromo, ambiente considerato vicino all’ex consigliere. L’iniziativa provocò però una dura reazione.
Il titolare dell’azienda era il padre di Claudio Domino, il bambino assassinato nel 1986, e il figlio del boss giudicò inopportuna quella proposta. A suo avviso, quell’assunzione avrebbe creato un evidente conflitto e avrebbe esposto ulteriormente una famiglia già segnata da una tragedia.
Anche Raffaele Galatolo reagì con rabbia. Il boss contestò a Russo di aver coinvolto una persona legata a una vicenda simbolo della lotta alla mafia e manifestò l’intenzione di chiedergli conto di quella scelta.
Aprile 2024
La tensione esplose definitivamente il 3 aprile 2024, quando Galatolo raggiunse Russo nel suo ufficio al Borgo Vecchio. Nei giorni successivi raccontò ad alcuni interlocutori di averlo rimproverato per aver indirizzato il figlio verso chi, a suo dire, rappresentava l’antimafia.
L’indagine del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, coordinato a livello nazionale dal generale Antonino Raimondo, descrive un quadro nel quale esponenti mafiosi continuano a cercare interlocutori nel mondo della politica e delle istituzioni.
Stefano Fidanzati
Tra gli episodi emersi figura anche quello che riguarda Stefano Fidanzati, storico esponente della mafia tornato in libertà. Nel febbraio 2023 Fidanzati si rivolse a Biagio Favaloro, assistente parlamentare all’Ars, per trovare una strada che consentisse al nipote Vincenzo Lo Voi di ottenere un impiego alla Rap attraverso il concorso per operatori ecologici bandito dal Comune di Palermo.
Favaloro individuò nell’allora consigliere comunale di Forza Italia Natale Puma il contatto più utile, ritenendo che disponesse di maggiori relazioni all’interno dell’azienda rispetto all’assessore Andrea Mineo. Fidanzati, deciso a raggiungere l’obiettivo, prese in considerazione diverse strade e valutò persino l’ipotesi di corrompere qualche funzionario.
Le conversazioni intercettate mostrano inoltre come il boss considerasse ormai marginale il ruolo politico di Franco Mineo, mentre Favaloro sosteneva che l’ex esponente conservasse ancora relazioni ai più alti livelli regionali, compresi contatti con Gianfranco Miccichè.
Nel tentativo di favorire il nipote, Fidanzati ricevette numerosi suggerimenti. Il consuocero Francesco Tarantino indicò il nome del deputato regionale del Pd Antonello Cracolici, allora presidente della Commissione antimafia dell’Ars. Favaloro, invece, suggerì il consigliere comunale Rosario Arcoleo. Nessuna di queste ipotesi si trasformò in un intervento concreto. Alla fine, Favaloro consegnò soltanto un biglietto a Natale Puma, che fece sapere di non poter intervenire.
Parallelamente, Fidanzati cercò sostegno anche attraverso altri canali. Nel febbraio 2023 incontrò lo chef Mario Di Ferro a Villa Zito. Durante il colloquio, Di Ferro spiegò di conoscere la moglie dell’allora presidente della Rap Giuseppe Todaro e si disse disponibile a parlare della questione. Promise inoltre di organizzare un incontro con la famiglia Todaro per consegnare il curriculum del nipote del boss. Anche questo tentativo, tuttavia, non produsse alcun risultato concreto.


