giovedì, 14 Maggio 2026
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I giudici dovranno ora stabilire, in via cautelare, se confermare o revocare il provvedimento del 25 aprile

Palermo, conclusa udienza tra Regione e Italo Belga: decisione finale a inizio settimana

Il futuro della storica concessione della spiaggia di Mondello resta incerto. Si è infatti conclusa davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa (CGA) per la Regione Siciliana l’attesa udienza che vede contrapposte la società Immobiliare Italo Belga e l’amministrazione regionale di Palazzo d’Orleans. Al centro dello scontro c’è la revoca della gestione del litorale, sottratta all’azienda dopo ben 114 anni di ininterrotta attività.

Davanti al collegio presieduto da Ermanno de Francisco, con il consigliere di Stato Giuseppe La Greca in veste di relatore, si è consumato l’ultimo atto di questa battaglia legale. Dopo aver ascoltato le argomentazioni della Regione, rappresentata dall’Avvocatura dello Stato, e dei legali della società ricorrente, i giudici si sono riservati di decidere. Il pronunciamento è atteso tra le giornate di lunedì e martedì.

Il CGA adesso dovrà stabilire, ma solo in via cautelare, se confermare, modificare o ribaltare il decreto d’urgenza firmato dallo stesso presidente lo scorso 25 aprile. Quel provvedimento aveva temporaneamente congelato la revoca, restituendo provvisoriamente l’arenile all’Italo Belga. Una scelta dettata da motivazioni di ordine pubblico, legate a una presunta incapacità di gestione tempestiva della transizione da parte della Regione e del Comune. La questione nel merito, invece, non verrà affrontata in questa sede, essendo il giudizio definitivo demandato al Tribunale Amministrativo Regionale.

Il provvedimento di Palazzo d’Orleans, ricordiamo, è scaturito da relazioni investigative che avrebbero rilevato la presenza, tra i dipendenti fissi e stagionali della società balneare, di soggetti appartenenti a famiglie mafiose dei territori di Mondello e Partanna. Ad aggravare il quadro vi sarebbero inoltre i rapporti imprenditoriali intercorsi tra l’Immobiliare e la Gm Edil, che aveva subito un’interdittiva antimafia in quanto vicina alla famiglia Genova, storicamente radicata al vertice del mandamento mafioso locale.

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