Stamattina, la Curva Nord 12, sul suo profilo Facebook ufficiale, è tornata ad esprimersi sull’azione di protesta di ieri. Ricordiamo che gli ultras avevano lasciato gli spalti durante l’allenamento a porte aperte per protestare contro le modalità di organizzazione dell’evento.
«Non è questo il modo per creare entusiasmo!», si legge. Sotto attacco l’obbligo di registrarsi, anche se a titolo gratuito, per partecipare all’evento, e la cattiva gestione dei tornelli, che ha costretto molti ad entrare ad allenamento già iniziato.
«Creare una registrazione che ha fatto rinunciare molte persone, creare due prefiltraggi, lasciare famiglie fuori sotto il sole e vedere proprio la gente andarsene con i bambini a noi ci fa male. Per qualcuno tutto questo è sempre molto complicato…con responsabilità che vengono rimbalzate tra questura e società! Orario di apertura posticipato, solo 3 tornelli aperti e code interminabili hanno prodotto che alle 18 all’ingresso della squadra c’era ancora tantissima gente fuori. Noi siamo passione, calore e soprattutto ci piacciono le cose semplici… di lunedì pomeriggio, uno scappa da lavoro, si prende un permesso, deve arrivare ed entrare senza stare 40 minuti a fare file inutili, non c’è mai stato nessun pericolo in passato, doveva essere solo un semplice abbraccio della città alla squadra e riempito un settore se ne apriva un altro».
«A noi il calcio piace popolare, passionale e quando pure per un allenamento dobbiamo litigare e fare bile significa che l’atmosfera non è quella giusta. Se alle 18:20 c’è ancora fila fuori e nessuno ha le palle per decidere e pensare alla gente, allora serve fare capire che non è questo il modo di rispettare una piazza che ha mostrato attaccamento oltre ogni limite possibile!».

