sabato, 9 Maggio 2026
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I pazienti presentavano sintomi di sindrome sgombroide. Sequestro e indagini del NAS, che ha allertato i consumatori

Zisa, sette casi di intossicazione da tonno rosso: un uomo è grave

Sette persone sono finite in ospedale a Palermo dopo avere consumato tonno rosso acquistato in una pescheria di via Lascaris. Uno dei pazienti è stato ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale Villa Sofia, mentre gli altri sei sono stati presi in carico dai pronto soccorso del Ospedale Civico, dell’Ospedale Ingrassia e del Policlinico Paolo Giaccone.

Gli accertamenti sono stati avviati dai NAS dei Carabinieri, che hanno individuato l’esercizio commerciale da cui proveniva il pesce. Nel corso dei controlli è stato sequestrato un secondo tonno che, secondo quanto emerso, era già destinato alla vendita.

Secondo le prime verifiche, nella giornata di ieri dalla pescheria sarebbero stati venduti oltre 200 chili di prodotto a numerosi clienti abituali. Proprio per questo motivo i militari stanno cercando di ricostruire la rete degli acquirenti, così da informarli tempestivamente e prevenire eventuali altri casi.

Tre delle persone rimaste intossicate appartengono allo stesso nucleo familiare residente in via Antonio Veneziano. Gli altri pazienti provengono da diverse zone della città. Tutti avrebbero accusato nausea e altri disturbi compatibili con la cosiddetta sindrome sgombroide, una forma di intossicazione legata a un’elevata concentrazione di istamina nelle carni del pesce.

L’istamina può svilupparsi quando il tonno non viene conservato correttamente lungo la filiera. I sintomi possono comparire anche poco dopo l’ingestione e, in diversi casi, risultano simili a quelli di una reazione allergica.

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