domenica, 26 Maggio 2024

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Stupro del Foro Italico, la lettera della 19enne: “Devo andare avanti per mia madre”

CronacaStupro del Foro Italico, la lettera della 19enne: "Devo andare avanti per mia madre"

La giovane violentata da sette ragazzi a luglio scorso ha scritto al programma Zona Bianca che va in onda su Rete Quattro

“Devo andare avanti, voglio farlo. Controvoglia, ma devo riuscirci”. Ha scritto una lettera la 19enne che nella notte tra il 6 e il 7 luglio è stata stuprata da sette ragazzi in un cantiere abbandonato al Foro Italico di Palermo. Lo ha fatto dalla comunità protetta in cui è stata portata per aiutarla a superare questo difficile momento che sta vivendo, a causa dello stupro ma anche della forte pressione mediatica e delle minacce ricevute dopo che ha avuto il coraggio di denunciare. Parole di auto-incoraggiamento quelle mandate a Zona Bianca, trasmissione televisiva di Rete Quattro condotta dal giornalista Giovanni Brindisi, ma che nascondono una ferita ancora aperta.

Devo reagire per mia madre

“Non sto sempre bene nonostante ci siano momenti in cui cerco di risollevarmi pensando al futuro. Purtroppo ho affrontato una vita non facile. Voglio una vita migliore – scrive – e devo farlo per mia madre che, nonostante fosse molto malata e bloccata a letto, si faceva sempre vedere col sorriso”. Poi fa un riferimento a sette ragazzi che l’hanno violentata: “Ho sentito parlare di rieducazione per gli stupratori. Ma come si fa a pensare di rieducare una persona e lasciarla nuovamente in giro dopo che ha rovinato una ragazza?”.

La donna come oggetto sessuale

“Non siamo noi sbagliate – scrive la ragazza nella lunga lettera a Rete Quattro – sono sbagliati certi uomini che vedono la donna come un oggetto sessuale e non come un essere pieno di emozioni, sentimenti e vita alle spalle. Molte donne hanno paura di denunciare per vergogna, non dobbiamo essere noi a vergognarci ma chi osa sfiorarci senza il nostro consenso. Ho letto di ragazze – continua – che dopo quello che è successo a me non vogliono più uscire. Ma perché privarci di uscire? Sono le bestie che dovrebbero essere private di farlo. Perché lasciarsi condizionare l’esistenza così tanto da persone che vogliono solo questo?”.

Le minacce

“A volte ci si spaventa per ripercussioni da parte di parenti e amici degli stupratori come è successo a me che sono stata inondata di minacce spiega nella lettera a Zona bianca -. Se ci fosse una protezione completa molte più donne sarebbero disposte a denunciare. Mi dispiace dirlo ma non è sempre così. Ci sono donne che dopo aver denunciato vengono uccise o sfregiate e di certo nessuno vuole rischiare tutto ciò – prosegue la lettera -. Se ci fosse più tutela e una legge più incisiva, gli uomini stessi ci penserebbero due volte prima di fare una cosa simile. Molto spesso per loro è un semplice sfogo, ma se si parlasse di ergastolo o comunque di tanti di anni di carcere, ci penserebbero due volte anzi 20 prima di toccare una donna. Poi – conclude la 19enne – resterebbero solo i maniaci che purtroppo essendo malati manco gli importa della pena”.

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