giovedì, 7 Maggio 2026
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La procura contesta il reato di truffa: operai accusati di essersi allontanati dal servizio e di aver timbrato i cartellini dei colleghi

Reset, altri nove indagati per assenteismo: facevano commissioni durante il lavoro

Nuovo filone d’inchiesta sui presunti casi di assenteismo alla Reset, società partecipata del Comune di Palermo che si occupa di manutenzione del verde, igiene ambientale e decoro urbano. La procura della Repubblica ha iscritto nel registro degli indagati altre nove persone con l’accusa di truffa ai danni della società comunale. Secondo quanto emerso dalle indagini, gli operai si sarebbero allontanati dal posto di lavoro senza autorizzazione durante l’orario di servizio per svolgere commissioni personali.

Le contestazioni riguardano episodi che sarebbero avvenuti tra settembre e novembre del 2024. Gli investigatori avrebbero documentato assenze di durata limitata, in alcuni casi di appena poche ore, durante le quali i dipendenti avrebbero fatto la spesa, prelevato denaro al bancomat, fatto rifornimento di carburante, sostato al bar oppure svolto lavori privati.

Il danno economico contestato alla Reset sarebbe contenuto: le somme calcolate oscillano da un minimo di 9 euro fino a un massimo di circa 50 euro per singolo episodio. Nonostante gli importi ridotti, la procura ipotizza il reato di truffa in relazione alle ore di lavoro che sarebbero state indebitamente retribuite.

Gli indagati sono Baldassarre Basile, Salvatore Basile, Maurizio Giuliano, Giosuè Leto, Roberto Massaro, Antonio Mercante, Domenico Musacchia, Matteo Orlando e Giuseppe Santonocito.

Per tutti la procura ha chiesto l’applicazione di una misura cautelare. Il giudice per le indagini preliminari Emanuela Carrabotta ha fissato nei prossimi giorni gli interrogatori preventivi, passaggio previsto dalla normativa prima di un’eventuale decisione sulle richieste avanzate dai magistrati.

Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni degli operai coinvolti si sarebbero favoriti reciprocamente timbrando i cartellini dei colleghi assenti nella sede operativa della Reset, così da simulare la regolare presenza in servizio. Gli indagati avranno ora la possibilità di fornire chiarimenti e presentare la propria versione dei fatti davanti al gip.

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