mercoledì, 6 Maggio 2026
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Oltre 4.000 denunce e 16 decessi dall’inizio dell’anno

Casteldaccia, due anni dopo la strage: morti sul lavoro e promesse mancate

Due anni dopo la strage di Casteldaccia del 6 maggio 2024, in cui persero la vita Epifanio Alsazia, Ignazio Giordano, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia e Roberto Raneri, la Cgil riporta il tema dei morti sul lavoro in Sicilia sotto i riflettori.

Nei primi mesi del 2026 si contano oltre 4.000 denunce e 16 decessi dall’inizio dell’anno. «Questi numeri obbligano a ripensare radicalmente le azioni adottate finora», ha dichiarato il segretario confederale della Cgil Sicilia, Francesco Lucchesi. «Quello che è stato fatto non basta davanti a una strage che continua».

«Se non cambia il sistema di fare impresa non si uscirà dalla spirale degli incidenti e delle morti sul lavoro. Si muore negli appalti, nei subappalti a cascata, si muove per precarietà. Perché il lavoro è considerato un costo da comprimere, dai salari alla sicurezza, e non un valore. I controlli, la prevenzione sono importanti, ma è questo modo di fare impresa che deve cambiare». Lo ha detto la segretaria confederale Cgil, Francesca Re David, concludendo il convegno su salute e sicurezza organizzato dalla Cgil Sicilia. «Casteldaccia è un simbolo- ha sostenuto Re David– di cosa significa lavorare senza sicurezza e morire sul lavoro. Questa è una tragedia – ha sottolineato- legata alle modalità di lavoro negli appalti e nei subappalti».

Sul fronte giudiziario, la procura ha concluso le indagini alla fine del 2025 e ha portato a processo sei persone e due società. L’udienza preliminare, fissata inizialmente per il 17 marzo, slitta al 7 luglio. Le accuse evidenziano gravi carenze nelle misure di sicurezza. «Non dimentichiamo le vittime e pretendiamo risposte», ha affermato il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino. Poi ha aggiunto «Gli organi di controllo non hanno ricevuto un vero rafforzamento, molte misure restano solo sulla carta».

Mannino ha puntato il dito anche contro il sistema dei subappalti «I controlli si indeboliscono e i diritti dei lavoratori vengono ignorati». La situazione si aggrava per la diffusione di irregolarità e lavoro nero, che coinvolge circa 240 mila persone. «La prevenzione non rappresenta un costo, ma un investimento», ha ribadito Lucchesi.

Dei familiari delle vittime di Casteldaccia fa da portavoce di Monica Garofalo, presidente dell’associazione vittime. «Ancora – ha detto- non ci sono notizie. Non sappiano come sia possibile che cinque operai escano per andare al lavoro, per portare avanti le proprie famiglie e non tornino più. Noi chiediamo che le istituzioni facciano qualcosa di concreto, basta chiacchere».

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