martedì, 5 Maggio 2026
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L'associazione non avrebbe dimostrato la nascita di una scuola di giornalismo e di un centro di documentazione sul fenomeno mafioso

Violazioni al progetto: Borgetto avvia revoca della “Villa della Legalità” a Pino Maniaci

Il Comune di Borgetto ha avviato formalmente il procedimento di revoca dell’assegnazione di alcuni immobili confiscati alla mafia, situati in contrada Annunziata, precedentemente affidati all’Associazione Telejato ETS del giornalista Pino Maniaci. Il provvedimento, articolato e motivato in più passaggi, giunge al termine di un’istruttoria amministrativa che ha incluso l’esame delle controdeduzioni presentate dall’associazione e della documentazione integrativa acquisita nei mesi scorsi.

Al centro della decisione dell’ente vi è, secondo quanto si legge nel documento, una valutazione complessiva sul mancato rispetto del progetto originario che aveva giustificato l’assegnazione dei beni. Il Comune chiarisce fin da subito che l’avvio del procedimento non nasce da intenti polemici né da pressioni mediatiche, ma rientra nell’ordinaria attività di verifica che l’amministrazione è tenuta a svolgere nella gestione dei beni confiscati.

Nel testo si sottolinea come non sia mai stata messa in discussione la rilevanza delle attività legate alla promozione della cultura antimafia, né il valore simbolico e sociale di iniziative come murales dedicati alle vittime di mafia o mostre permanenti su donne e bambini colpiti dalla criminalità organizzata. Tuttavia, viene ribadito che tali attività, pur meritorie, non possono sostituire né compensare la mancata realizzazione del progetto specifico approvato in sede di assegnazione.

Il nodo principale riguarda proprio questo aspetto: secondo l’amministrazione, l’Associazione Telejato non avrebbe dimostrato di aver realizzato compiutamente il progetto relativo alla creazione di una scuola di giornalismo e di un centro di documentazione sul fenomeno mafioso. Tutte le ulteriori iniziative richiamate nelle controdeduzioni vengono considerate estranee al perimetro progettuale originario e, pertanto, non rilevanti ai fini della valutazione.

Un ulteriore elemento critico evidenziato dal Comune riguarda la presenza e le attività di soggetti terzi all’interno degli immobili. In particolare, viene contestata la commistione tra l’Associazione Telejato ETS e l’Associazione Culturale Marconi, soggetto che gestisce l’emittente televisiva. Il documento mette in evidenza come un ente del terzo settore non possa svolgere attività commerciale né ospitare realtà che operano con finalità di lucro, sottolineando che la trasmissione di contenuti pubblicitari rappresenterebbe un elemento incompatibile con la natura giuridica dell’assegnatario.

Viene inoltre richiamato il quadro normativo di riferimento, in particolare il decreto legislativo n. 159 del 2011, che disciplina l’utilizzo dei beni confiscati. La normativa prevede che tali beni siano destinati a finalità sociali e gestiti nel rispetto rigoroso del progetto approvato, senza possibilità di deviazioni unilaterali da parte dell’assegnatario. Eventuali modifiche, si precisa, devono essere preventivamente autorizzate dall’ente concedente.

Tra i passaggi più delicati della relazione emerge anche il tema della legittimità degli atti prodotti. Il Comune segnala dubbi sul ruolo di alcuni soggetti nella gestione documentale, evidenziando come certificazioni e attestati risultino firmati da rappresentanti di associazioni diverse da quella formalmente assegnataria, con conseguenti perplessità sul loro valore giuridico.

Nel complesso, l’amministrazione ritiene che le criticità riscontrate configurino una violazione della convenzione stipulata tra le parti il 30 aprile 2025. Da qui la decisione di rigettare le controdeduzioni presentate da Telejato ETS e procedere verso la revoca dell’assegnazione, che sarà formalizzata con un successivo atto amministrativo.

La vicenda è stata ricostruita, ed è venuta alla ribalta, dalle indagini dello scorso novembre del giornalista Daniele Viola in seguito di un accesso agli atti presso il comune. Viola ha inoltre sporto denuncia contro Maniaci per diffamazione, violenza privata e minacce, presentando contestualmente un esposto al Consiglio di disciplina dell’Ordine dei giornalisti. Nel documento si contesta la mancata autorizzazione della scuola di giornalismo da parte dell’Ordine e l’assenza, in capo a Maniaci (anch’egli pubblicista), dei titoli necessari all’insegnamento della professione.

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