Sono 15 i dipendenti di Giglio spa che ora guardano con preoccupazione all’evoluzione della vertenza sul lavoro. L’azienda conta complessivamente 64 lavoratori e, dopo l’ultimo incontro con i sindacati, resta sul tavolo l’ipotesi dei licenziamenti.
La riunione in videoconferenza non ha portato a un’intesa. Giglio spa ha ribadito la propria proposta di incentivo all’esodo, ma Filcams Cgil Palermo e Uiltucs hanno nuovamente espresso parere contrario, ritenendo l’offerta economica troppo bassa. Nessun lavoratore, inoltre, ha aderito alla proposta.
Per le organizzazioni sindacali esiste ancora una strada per scongiurare i licenziamenti: il contratto di solidarietà. L’ipotesi prevede una riduzione dell’orario di lavoro distribuita attraverso percentuali sostenibili e criteri di rotazione equi tra il personale.
Giuseppe Aiello e Ida Saja
«È paradossale che l’azienda abbia dichiarato esaurita la fase sindacale e chiuso il tavolo con esito negativo, mentre il confronto era ancora aperto e le organizzazioni sindacali erano disponibili a proseguire il dialogo», affermano Giuseppe Aiello, segretario generale della Filcams Cgil Palermo, e Ida Saja, segretaria generale Uiltucs Sicilia.
Durante la trattativa, i sindacati avevano chiesto di rinviare brevemente la chiusura del tavolo, così da consentire all’azienda di approfondire la possibilità di applicare l’ammortizzatore sociale all’intero organico. Un’altra richiesta riguardava l’anticipo delle somme ai lavoratori da parte dell’azienda, considerando i tempi necessari all’Inps per effettuare i pagamenti diretti.
«Chiedevamo il tempo necessario per costruire un accordo serio ed equilibrato capace di evitare i licenziamenti», spiegano Filcams e Uiltucs. A preoccupare le organizzazioni sindacali sono anche le differenze previste nelle riduzioni dell’orario. Per il personale della segreteria commerciale, in particolare, la riduzione potrebbe arrivare a una media annua del 70%.
La vertenza entra ora nella fase successiva davanti al competente Ufficio del Lavoro. Filcams Cgil e Uiltucs confidano nell’intervento dell’istituzione per favorire una nuova apertura del confronto e individuare una soluzione che permetta di salvaguardare, almeno nell’immediato, tutti i posti di lavoro.



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