venerdì, 7 Agosto 2026
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Il commissario regionale di FdI conferma il sostegno al sindaco, mentre nel centrodestra si preparano le prossime sfide

FdI blinda Lagalla, Sbardella getta acqua sul fuoco tra dubbi e fuoco amico

Roberto Lagalla non è in discussione. Almeno per il momento. A sgombrare il campo dalle ipotesi di una frattura nel centrodestra palermitano è Luca Sbardella, commissario regionale di Fratelli d’Italia, che conferma la linea di sostegno all’attuale sindaco e ribadisce la sintonia con Forza Italia.

Le parole pronunciate da Sbardella in una recente intervista arrivano dopo settimane in cui le acque della maggioranza cittadina sono apparse tutt’altro che tranquille. A smuoverle, in particolare, è stato il “cantiere di idee” promosso dalla deputata nazionale Carolina Varchi. Un’iniziativa politica che ha inevitabilmente alimentato interrogativi sulle ambizioni future di Fratelli d’Italia e sulla tenuta della coalizione che sostiene il primo cittadino.

Il commissario prova a spegnere le interpretazioni più dirompenti. Il progetto della parlamentare palermitana, sostiene, rientra nella normale attività di un partito e non rappresenta un avviso di sfratto per Lagalla. Il messaggio ufficiale è netto: FdI resta al fianco del sindaco, sulla stessa posizione espressa dagli alleati azzurri.

La rassicurazione, tuttavia, non cancella il dato politico. Il centrodestra palermitano è già proiettato verso i prossimi appuntamenti elettorali e ciascuna forza tenta di definire il proprio peso. Fratelli d’Italia, forte dei consensi nazionali e del ruolo di partito guida del governo, non può limitarsi a una presenza di complemento. Da qui la necessità di costruire proposte, consolidare una classe dirigente e mantenere aperto il confronto sul futuro della città.

Sbardella riconosce anche l’esistenza di sensibilità differenti all’interno del partito, ma le considera fisiologiche per una formazione arrivata a percentuali comprese tra il 20 e il 25 per cento. Una spiegazione che punta a normalizzare le frizioni emerse in Sicilia: non una resa dei conti, dunque, ma il confronto interno tipico di un partito cresciuto rapidamente.

Lo sguardo del commissario si allarga poi alla Regione. Anche su questo fronte prevale una linea di continuità. Il governo guidato da Renato Schifani, afferma Sbardella, ha il dovere di portare avanti la legislatura, rispettando l’impegno assunto con gli elettori. La ricandidatura del presidente, però, non viene considerata automatica: qualora Forza Italia decidesse di non riproporlo, la candidatura alla presidenza di Palazzo d’Orléans tornerebbe nella disponibilità dell’intera coalizione.

È un equilibrio sottile. Fratelli d’Italia sostiene le amministrazioni in carica, a Palermo come alla Regione, ma contemporaneamente rivendica il diritto di partecipare alle decisioni future senza lasciare caselle già assegnate. Una posizione prudente nella forma, molto politica nella sostanza.

Il giudizio positivo sulla manovra regionale da 221 milioni completa il quadro. Per Sbardella si tratta di un testo essenziale e sobrio, destinato a essere integrato in Assemblea regionale a settembre per affrontare alcune delle emergenze rimaste irrisolte per carenza di risorse.

Alla vigilia della pausa estiva, dunque, FdI sceglie di non aprire crisi né a Palazzo delle Aquile né a Palazzo d’Orléans. Lagalla viene blindato e Schifani confermato alla guida della Regione. Ma dietro la stabilità rivendicata pubblicamente, i partiti del centrodestra hanno già iniziato a misurare rapporti di forza, candidature e prospettive. La tregua estiva regge; la corsa verso il dopo, però, è già partita.

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