giovedì, 3 Settembre 2026
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Il sindaco conferma la ricandidatura a Palermo e promuove Schifani, ma avverte: nella politica siciliana gli equilibri possono cambiare

Lagalla vuole ricandidarsi e apre a Schifani «Si parte sempre dagli uscenti»

Roberto Lagalla mette sul tavolo la propria ricandidatura a sindaco di Palermo e, nello stesso tempo, indica nel presidente della Regione Renato Schifani il naturale punto di partenza del centrodestra per le prossime elezioni regionali. Due partite ancora lontane dal fischio d’inizio, ma sulle quali, dentro la coalizione, sono già cominciate da tempo le grandi manovre.

Il sindaco di Palermo non nasconde le proprie intenzioni. La disponibilità a correre per un secondo mandato resta piena e viene motivata soprattutto con la necessità di dare continuità al lavoro avviato durante l’attuale consiliatura.

«Credo che in questa consiliatura si sia fatto tanto e molto debba essere completato», afferma Lagalla, indicando proprio nella continuità amministrativa una delle ragioni che renderebbero «fisiologica e naturale» una sua nuova candidatura.

Un passaggio che arriva mentre nel centrodestra palermitano si comincia a discutere, più o meno apertamente, degli equilibri in vista del prossimo appuntamento con le urne. Lagalla, eletto nel 2022 alla guida di una coalizione ampia, sa però che la volontà del sindaco uscente rappresenta soltanto uno degli elementi necessari per costruire una nuova candidatura.

Ed è lo stesso primo cittadino a riconoscerlo. Per tentare il bis servirà infatti una nuova investitura politica da parte dei partiti della coalizione, una conferma che dovrà essere «opportunamente ricercata, motivata e soprattutto giustificata».

Parole che lasciano aperta la porta al confronto tra le forze del centrodestra e che, allo stesso tempo, fissano una prima posizione in vista della futura trattativa: Lagalla c’è e considera naturale proseguire il percorso iniziato quattro anni fa.

Lo stesso principio viene applicato dal sindaco di Palermo alla partita per Palazzo d’Orléans. Interpellato sulla possibilità di un secondo mandato di Renato Schifani alla presidenza della Regione, Lagalla non ha dubbi sul metodo da seguire: «Si parte sempre dagli uscenti».

Per il sindaco, Schifani avrebbe dalla sua i risultati ottenuti durante la legislatura e, in particolare, il miglioramento dei conti regionali e della capacità finanziaria della Sicilia. Elementi che, secondo Lagalla, consentono al presidente uscente di presentarsi al tavolo della coalizione con un bilancio politico da rivendicare.

L’appoggio, tuttavia, non si trasforma in una cambiale in bianco. Lagalla ricorda infatti come nella politica siciliana gli scenari possano cambiare anche quando una candidatura sembra ormai naturale. Il riferimento è a quanto accaduto alla fine della precedente legislatura, quando gli equilibri del centrodestra mutarono fino a modificare un quadro che sembrava già definito.

Un precedente che suggerisce prudenza anche in vista del prossimo appuntamento regionale. Al momento, però, il giudizio del sindaco sul governo Schifani resta positivo e Lagalla sottolinea come all’interno del centrodestra siano numerose le attestazioni di sostegno nei confronti del presidente.

Le parole del sindaco finiscono così per legare, almeno politicamente, due delle principali partite che attendono il centrodestra siciliano. Da una parte Palazzo delle Aquile, dove Lagalla rivendica il lavoro svolto e si candida alla continuità; dall’altra Palazzo d’Orléans, dove Schifani punta allo stesso obiettivo.

La linea indicata dal primo cittadino è semplice: prima di cercare nuovi candidati bisogna fare i conti con chi governa già. Una regola che Lagalla applica a Schifani e che, inevitabilmente, vale anche per se stesso.

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