lunedì, 6 Luglio 2026
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Lagalla recupera 24 posizioni, Schifani conquista l'ottavo posto

Sondaggio sul gradimento dei sindaci: Schifani nella top ten, Lagalla recupera

Il sindaco Roberto Lagalla cambia passo nella classifica del Governance Poll 2026, il sondaggio realizzato da Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore che misura il gradimento di sindaci e presidenti di Regione. Dopo aver chiuso l’edizione dello scorso anno all’ultimo posto, il sindaco di Palermo risale fino alla 73ª posizione, recuperando 24 posti e aumentando il consenso di 11 punti nell’arco di dodici mesi.

L’indagine ha coinvolto 92 Comuni capoluogo di provincia e tutte le Regioni che eleggono direttamente il presidente. I ricercatori hanno intervistato mille elettori in ogni Regione e seicento in ciascun Comune. Restano esclusi i sindaci eletti nel 2026 che non ricoprivano già l’incarico.

Nel 2025 Lagalla occupava il 97° e ultimo posto della graduatoria, con un consenso sceso dal 47,6% ottenuto alle elezioni al 39%. Quest’anno il dato cambia direzione. Il sindaco supera il risultato delle ultime Amministrative di 2,4 punti percentuali e ribalta la tendenza registrata dodici mesi fa.

Il recupero assume anche un peso politico. Il dato, infatti, rafforza la posizione di Lagalla nel centrodestra mentre la coalizione si prepara ad affrontare il confronto sulla scelta del candidato per le elezioni comunali del 2027.

Tra i sindaci siciliani spicca soprattutto il risultato di Federico Basile. Il primo cittadino di Messina porta il gradimento dal 50% al 62%, conquista 12 punti e compie il balzo più evidente della classifica, passando dal 73° al quinto posto. Un risultato che risente anche del clima favorevole seguito alla recente vittoria elettorale.

Al vertice della graduatoria arriva per la prima volta una donna. Sara Funaro, sindaca di Firenze, conquista il primo posto con il 66% dei consensi, undici punti in più rispetto all’anno precedente. Seguono Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli Piceno, con il 65%, e Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, con il 64%. All’estremo opposto della classifica si colloca Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani, mentre Enrico Trantino, sindaco di Catania, occupa il quart’ultimo posto.

Antonio Noto, direttore di Noto Sondaggi, legge questi dati come il segnale di un cambiamento nel rapporto tra cittadini e amministratori. «L’appeal dei sindaci si misura sempre meno sui risultati e sempre più sulle paure dei cittadini. Due primi cittadini su tre perdono consenso. Non si tratta di una semplice oscillazione statistica, ma del sintomo di un cambiamento profondo».

Nella valutazione degli amministratori peserebbero sempre di più fattori come il disagio sociale, il caro vita, la crisi economica e la marginalità urbana. Anche la percezione assume un ruolo decisivo. Il giudizio dei cittadini dipende sempre meno dalle opere realizzate e sempre più dalla sensazione di sicurezza, dalla qualità della vita e dalle prospettive economiche. Per questo motivo amministrare una città risulta oggi molto più complesso.

Tra i presidenti di Regione Renato Schifani conserva un posto nella top ten. Il governatore siciliano si colloca all’ottavo posto, due posizioni più in basso rispetto al 2025, ma registra il miglior incremento di consenso rispetto al giorno dell’elezione: +13,9%, unico presidente a superare la doppia cifra.

Anche questo risultato assume un valore politico nel confronto interno al centrodestra in vista delle prossime Regionali. Schifani può rivendicare un consenso in crescita, anche se la competizione per la candidatura coinvolge già diversi esponenti della coalizione e della stessa Forza Italia.

La classifica dei governatori premia soprattutto chi ha iniziato il mandato da poco. Antonio Decaro guida la graduatoria con il 66% del gradimento, seguito da Alberto Stefani, presidente del Veneto, con il 65%, e da Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, con il 64%. Tra i presidenti del Mezzogiorno emerge anche Roberto Occhiuto, governatore della Calabria, quarto con il 60%.

«Non basta governare bene – conclude Antonio Noto – occorre anche riuscire a trasmettere fiducia. Oggi il consenso dipende non solo dalla capacità di realizzare interventi, ma anche dalla possibilità di rassicurare una comunità che attraversa una fase di forte instabilità».

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