Doverosa una premessa. Tra i messaggi che girano sui social ce ne sono tanti di gente che punta il dito sui genitori. Ci sono indagini in corso, se ci sono state responsabilità saranno accertate. Ma in questi casi, soprattutto chi non conosce fatti e situazioni, è meglio che stia zitto. C’è una famiglia che soffre e che sicuramente si sentirà in colpa per quegli attimi di probabile distrazione (che possono capitare a tutti) che sono costati la vita alla piccola Giulia. Evitate di alimentare dolore su dolore. Evitate di fare i giudici sui social. Non lo siete e, se lo siete, nessuno vi ha affidato il caso.
«Sei il nostro angelo». È il dolore a riempire i social dopo la tragica morte della piccola Giulia Guadagna, la bimba di due anni annegata a Palermo in una piscina fuori terra.
A poche ore dalla tragedia, avvenuta in via Villagrazia, sono moltissimi i messaggi d’amore e di cordoglio comparsi sui social per ricordare la bambina e stringersi attorno ai suoi familiari. Foto, pensieri e parole cariche di affetto accompagnano un dolore difficile da accettare. Tra i messaggi ricorre una frase semplice e straziante «Buon viaggio Giulia».
La tragedia si è consumata in pochi minuti. Giulia è finita in acqua e ha perso la vita per annegamento. I genitori hanno raccontato ai carabinieri che tutto sarebbe avvenuto in un arco di tempo molto breve.
I soccorritori hanno tentato di salvarla, ma ogni tentativo si è rivelato inutile. Anche l’intervento dell’ambulanza del 118 con il rianimatore non è riuscito a cambiare il tragico epilogo. Il medico in servizio alla guardia medica ha poi constatato il decesso della bambina.



