venerdì, 28 Agosto 2026
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Bufera in Quinta Circoscrizione

Incredibile alla Noce: stele di Di Salvo e Pio La Torre danneggiata col cannello

Palermo, via Nazario Sauro. “Disastro” alla villetta intitolata a Pio La Torre e Rosario Di Salvo, nel quartiere Noce, dove sorge il monumento dedicato al deputato ucciso dalla mafia il 30 aprile 1982 insieme al suo autista e agente di scorta. Dopo un primo atto vandalico che aveva danneggiato la stele, la successiva riparazione eseguita per conto del Comune avrebbe compromesso in modo permanente l’opera, secondo la denuncia di alcuni esponenti politici della Quinta Circoscrizione.

La segnalazione del danneggiamento

A notare per primi i segni di vandalismo sulla stele erano stati il consigliere della V Circoscrizione Salvo Altadonna, il consigliere comunale Fabio Teresi ed il segretario del circolo del Partito Democratico della Quinta Circoscrizione Marcello Riccobono, si erano subito rivolti all’amministrazione comunale chiedendo un intervento di ripristino dell’opera, realizzata dallo scultore Giuntini e da tempo punto di riferimento per la memoria della lotta alla mafia in città.

L’intervento del cantiere municipale

La riparazione, tuttavia, non è stata affidata a maestranze specializzate in interventi su opere d’arte, ma eseguita dal cantiere municipale, la struttura che il Comune utilizza ordinariamente per la manutenzione di strade, arredi urbani e infrastrutture.

Recatisi sul posto per verificare lo stato dei lavori dopo la notizia dell’intervento, Teresi, Altadonna e Riccobono avrebbero riscontrato che la saldatura per rifissare la statua non era stata eseguita con la tecnica del laser — la stessa con cui, secondo quanto riferito, l’artista aveva realizzato originariamente l’opera proprio per evitare segni visibili sulla superficie — bensì con un comune cannello ossiacetilenico.

Il risultato, denunciano i tre esponenti politici, sarebbe una statua costellata di forature e bruciature nella parte frontale, con un danno che a loro giudizio comprometterebbe in modo definitivo l’integrità dell’opera.

“Trattata come un pezzo di ferro”

Secondo quanto riferito dai tre, il monumento non sarebbe stato trattato come un’opera d’arte da restaurare con criteri appropriati, ma come un comune manufatto metallico da riparare con gli strumenti e le tecniche impiegate per le ordinarie manutenzioni cittadine.

La dichiarazione del capogruppo Altadonna

A non usare mezzi termini è il capogruppo Altadonna, che parla apertamente di un reato commesso dall’amministrazione: «Quello che si è consumato è un danneggiamento di un’opera d’arte, e non ci giriamo attorno». Secondo il capogruppo, l’amministrazione avrebbe dovuto procedere diversamente: «Ci saremmo aspettati un bando dell’assessorato alla Cultura che affidasse a una ditta specializzata il restauro della statua». Altadonna chiude con un paragone diretto: «La realtà è che se mi viene danneggiato un quadro chiamo un restauratore, non un tappezziere».

L’interrogazione

Alla luce di quanto accertato, il consigliere Fabio Teresi ha annunciato la presentazione di un’interrogazione all’amministrazione comunale per chiedere conto delle modalità con cui è stato gestito l’intervento e per sollecitare chiarimenti sul perché il monumento non sia stato affidato a personale competente in materia di restauro artistico.

Restiamo in attesa di una replica da parte del Comune di Palermo sulla vicenda.

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