Le proteste sono iniziate una settimana fa e, giorno dopo giorno, l’elenco degli istituti occupati a Palermo è cresciuto. Al momento le scuole coinvolte sono l’Umberto I, il Rutelli, il Galileo Galilei, il Pio La Torre, il Ragusa-Kiyohara, il Cannizzaro, il Meli, il Marco Polo, il Regina Margherita, il Catalano e il Benedetto Croce. Allo Scientifico Einstein e al Liceo Artistico Almeyda, gli studenti hanno invece preferito stamattina la strada dell’autogestione.
In una nota diffusa dai rappresentanti degli studenti, la protesta viene ricondotta a un disagio crescente verso una scuola che, a loro giudizio, è sempre più repressiva, penalizzata dai tagli ai finanziamenti e lontana dai bisogni reali di chi la frequenta ogni giorno.
Gli studenti delle scuole in protesta rivendicano una scuola intesa come luogo di formazione, confronto, partecipazione e crescita, e non come uno spazio in cui si viene zittiti. Chiedono un’istruzione che garantisca pari opportunità e strumenti di emancipazione, in vista di un futuro migliore per tutti. E scuole migliori anche a livello di strutture e servizi.


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