mercoledì, 14 Ottobre 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Governance, accesso ai dati e riduzione dei divari territoriali al centro delle proposte presentate alla Camera dei deputati

HEAL Italia, un Piano per la Medicina di Precisione: dal Libro Bianco alla strategia nazionale che parte dal Mezzogiorno

Una strategia nazionale per la Medicina di Precisione, una governance interministeriale, regole condivise per l’accesso ai dati sanitari e un Piano Medicina di Precisione dedicato al Mezzogiorno, per fare in modo che le innovazioni della ricerca diventino opportunità concrete di prevenzione, diagnosi e cura in tutti i territori. Sono queste le principali proposte contenute nel Libro Bianco “HEAL Italia 2036”, che indica la necessità di passare dalla stagione degli investimenti del PNRR a un modello strutturale capace di valorizzare le competenze, le infrastrutture e le collaborazioni sviluppate negli ultimi anni.

Il Libro Bianco è stato presentato ufficialmente nei gironi scorsi nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati a Roma, durante l’incontro “Dalla Medicina per Tutti alla Medicina per ciascuno. Verso la Strategia Nazionale per la Medicina Predittiva e di Precisione. Il modello italiano per la ricerca & innovazione Made in Italy che parte dal Sud”.

La Fondazione HEAL Italia, il polo italiano per la Medicina di Precisione, nato grazie al PNRR NextGenerationEU, gestito dal Ministero della Ricerca, aggrega oggi una rete multidisciplinare di oltre 100 enti tra università, IRCCS, ospedali e imprese. Una filiera strategica nazionale che mette in relazione ricerca scientifica, infrastrutture tecnologiche, trasferimento dell’innovazione e applicazione di nuovi approcci e modelli di Medicina di Precisione nella sanità. «Il punto centrale è trasformare questa esperienza in una capacità permanente del Paese, la conclusione della fase straordinaria del PNRR non può coincidere con la dispersione delle capacità costruite – sottolinea Laura Leonardis, Direttore Generale della Fondazione HEAL Italia – La sfida è rendere permanenti le reti, accessibili le infrastrutture, utilizzabili i dati e trasferibili i risultati della ricerca, affinché le innovazioni possano entrare nei percorsi assistenziali, anche alla luce dei nuovi investimenti avviati nelle regioni del Sud». Fondamentale implementare le azioni e le collaborazioni internazionali, anche alla luce delle attività portate avanti dalla Fondazione Heal Italia e portare così la Medicina di Precisione Made in Italy nel mondo. «Il Governo è a fianco della Fondazione per poter promuovere occasione di incontro e confronto con il sistema internazionale», aggiunge il sottosegretario di stato al MAECI Avv. Massimo Dell’Utri.

Da qui la proposta di una regia nazionale stabile, con il coinvolgimento dei ministeri competenti, delle Regioni e degli attori della ricerca, della sanità e dell’industria. L’obiettivo è coordinare le iniziative, definire priorità e standard comuni, favorire l’interoperabilità dei dati e sostenere l’adozione delle tecnologie nel Servizio sanitario nazionale. In questo percorso, HEAL Italia propone di mettere a disposizione del Paese la rete delle proprie infrastrutture, i Centri Digitali di Medicina di Precisione e il modello delle Officine, concepite come luoghi di connessione tra bisogni dei territori, ricerca, sperimentazione e applicazione clinica.

Alla presentazione sono intervenuti decine di ricercatori da tutta Italia che hanno contribuito alla stesura del Libro Bianco. Ad ospitare la presentazione del Libro Bianco alla Camera dei Deputati l’On. Giorgio Mulè Vicepresidente della Camera dei deputati. «Il PNRR ha rappresentato un passaggio decisivo. HEAL Italia ha saputo utilizzare quella straordinaria occasione non soltanto per finanziare attività di ricerca, ma per costruire relazioni, condividere competenze, potenziare infrastrutture, collegare dati e biobanche, sviluppare modelli predittivi e creare una rete nazionale dedicata alla Medicina di Precisione. Il progetto ha messo in relazione università, ospedali, IRCCS, centri di ricerca e imprese lungo una filiera che dalla conoscenza arriva alla validazione, al trasferimento tecnologico e, infine, alla cura. Il futuro di HEAL Italia riguarda l’Italia. E’ una grande occasione di competitività nazionale e una grande occasione di fiducia nella ricerca italiana, nei nostri giovani e nella capacità delle istituzioni di accompagnare il cambiamento invece di inseguirlo. Fiducia nella possibilità che Nord e Sud, università e imprese, ricerca e sanità possano lavorare dentro una stessa visione. La Repubblica ha il dovere di essere all’altezza di questa sfida – afferma l’On. Giorgio Mulè Vicepresidente della Camera dei deputati – Come parlamentare e vicepresidente della Camera dei deputati, considero questo Libro Bianco non soltanto un contributo al dibattito scientifico e sanitario, ma un documento che interroga direttamente la responsabilità della politica. Perché ogni innovazione che riguarda la salute, in ultima istanza, riguarda il modo in cui intendiamo la nostra comunità nazionale e il rapporto tra diritti, opportunità e futuro».

La priorità indicata è anche territoriale. «Costruire un Piano per la Medicina di Precisione dedicato al Mezzogiorno, nell’ambito di una strategia nazionale. Non una politica separata, ma uno strumento per evitare che le nuove tecnologie amplino i divari già esistenti. Il Piano punta a rafforzare le infrastrutture, collegare i centri di eccellenza agli ospedali territoriali, favorire la telemedicina e la condivisione delle competenze e consentire anche alle strutture più periferiche di accedere a protocolli avanzati di prevenzione e cura – sottolinea Leonardis – Il Sud può così passare dalla condizione di territorio destinatario di politiche compensative a quella di piattaforma strategica per l’innovazione del Paese. Il Mezzogiorno, in questa prospettiva, non è soltanto il destinatario di interventi di riequilibrio, ma un contesto nel quale ricerca, tecnologie e capitale umano possono generare nuove opportunità scientifiche, industriali e occupazionali». Il Piano dovrà accompagnarsi a risultati misurabili: dalla riduzione della mobilità sanitaria passiva ai tempi di accesso alla diagnostica avanzata, fino alla diffusione delle reti cliniche e alla possibilità di garantire standard omogenei anche nelle aree meno servite.

«È con grande orgoglio e senso di responsabilità che presento questo Libro Bianco “HEAL Italia 2036”, un documento che non rappresenta solo un punto di arrivo, ma soprattutto un punto di partenza per il futuro della medicina nel nostro Paese. La Medicina di Precisione, con la sua capacità di anticipare, prevenire e personalizzare la cura, rappresenta una svolta epocale per la salute di ciascun cittadino e per il sistema sanitario nazionale. Le tecnologie abilitanti, dal sequenziamento genomico di nuova generazione alla digital pathology, dalla biopsia liquida ai dispositivi indossabili, configurano un ecosistema di strumenti innovativi che possono trasformare la prevenzione, la diagnosi e la terapia in ogni area clinica, dall’oncologia alle malattie rare, dal diabete alle malattie neurodegenerative – sottolinea Massimo Midiri, Presidente della Fondazione Heal Italia – Heal Italia si propone di essere il motore di questa trasformazione, offrendo ambienti dove ricerca e pratica clinica si incontrano, dove la validazione scientifica si integra con la governance responsabile, e dove il valore pubblico della Medicina di Precisione si misura su risultati concreti per le persone. Il futuro della salute è già iniziato».

La Medicina di Precisione rappresenta già oggi uno dei più importanti paradigmi di trasformazione della medicina contemporanea. «La possibilità di integrare informazioni genetiche, molecolari, cliniche, ambientali e relative agli stili di vita sta progressivamente modificando il modo in cui interpretiamo le malattie, identifichiamo i fattori di rischio e sviluppiamo strategie diagnostiche, preventive e terapeutiche sempre più personalizzate. L’Italia dispone di un patrimonio straordinario di competenze scientifiche, cliniche e tecnologiche, distribuite tra università, IRCCS, enti di ricerca, strutture sanitarie, imprese e realtà innovative. Tuttavia, la disponibilità di conoscenze e tecnologie, da sola, non è sufficiente. La vera sfida consiste nel creare un ecosistema capace di trasformare la ricerca in innovazione, l’innovazione in applicazioni cliniche e queste ultime in un concreto beneficio per i cittadini. È proprio in questa prospettiva che si colloca il contributo di Heal Italia, nato nell’ambito del Pnrr e costruito attorno a una rete ampia e articolata di soggetti pubblici e privati della ricerca che favoriscono una stretta integrazione tra ricerca di base, ricerca traslazionale e pratica clinica – spiega il Prof. Mauro Piacentini, Direttore Scientifico della Fondazione Heal Italia – Il Libro Bianco sulla Medicina di Precisione nasce con l’obiettivo di raccogliere e sistematizzare esperienze, competenze e prospettive maturate nel corso di questo percorso. Non vuole essere soltanto una fotografia dello stato attuale della Medicina di Precisione in Italia, ma anche uno strumento di riflessione sulle opportunità e sulle sfide che ci attendono in un futuro ormai alle porte».

Tra le proposte del Libro Bianco figurano inoltre un’infrastruttura nazionale interoperabile per i dati clinici, genomici e real-world, una banca nazionale di immagini istopatologiche digitali, programmi pilota per l’introduzione della Medicina di Precisione negli ospedali e il rafforzamento del trasferimento tecnologico. Particolare attenzione è riservata al Programma Nazionale Heal Italia per la Prevenzione di Precisione, alla diagnostica genomica, all’intelligenza artificiale, alla formazione di nuove professionalità e alla sostenibilità delle innovazioni nel sistema sanitario. La prospettiva è quella di una medicina capace di individuare prima i fattori di rischio, migliorare l’appropriatezza delle terapie e ridurre interventi inefficaci e complicanze. Come evidenzia il Libro Bianco, la precisione non può diventare un privilegio riservato a pochi centri o a determinate aree geografiche: deve tradursi in un accesso più equo alle opportunità offerte dalla ricerca.

Il documento redatto propone una roadmap nazionale 2027-2030, articolata in fasi progressive: costruzione della governance, definizione degli standard, avvio di una rete dimostratrice, integrazione dei percorsi nel Servizio sanitario nazionale, trasferimento industriale ed estensione dei modelli validati.«Il valore di questo lavoro si misurerà sui progetti che contribuirà ad attivare, sulle innovazioni che entreranno nella pratica clinica, sui divari territoriali che contribuirà a ridurre e sul numero di persone che potranno accedere a una prevenzione più tempestiva e a cure più appropriate», afferma Laura Leonardis. Il Libro Bianco HEAL Italia 2036 si propone così come una base di lavoro per le istituzioni: non un punto di arrivo, ma una proposta per consolidare quanto costruito con il PNRR e trasformarlo in una strategia nazionale capace di coniugare innovazione scientifica, competitività del Made in Italy ed equità nell’accesso alla salute.

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