Si è fermata la protesta degli autotrasportatori al porto di Palermo, ma non finiscono le conseguenze della manifestazione di mercoledì sera. Diverse decine di persone che hanno partecipato al presidio davanti al varco Santa Lucia, con il blocco di via Crispi, sarebbero state convocate in questura. A tutte viene contestata l’organizzazione di una manifestazione non preavvisata alle autorità.
Uno dei verbali di accertamento, visionato da questa testata, è stato redatto ieri pomeriggio negli uffici della Digos. Il commissario della Polizia di Stato che lo firma contesta a un partecipante di aver agito, “unitamente ad altri manifestanti”, come coordinatore e promotore di una protesta contro il caro vita. Secondo il documento, la condotta si sarebbe protratta dalle 21.05 del 21 ottobre all’1.10 del 22 ottobre, in via Crispi, all’altezza del molo Santa Lucia.
Ai manifestanti convocati in questura si attribuisce di aver impedito il regolare traffico veicolare, di aver intonato cori di protesta e di aver incitato i presenti a proseguire. I fatti sarebbero stati accertati sul posto e attraverso le immagini realizzate dal Gabinetto regionale di Polizia scientifica. La contestazione non è stata immediata per ragioni di ordine pubblico legate alla manifestazione in corso.
Articolo 18
La norma richiamata è l’articolo 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, come modificato dal decreto legge 23 del 24 febbraio 2026, convertito nella legge 54 del 24 aprile 2026. Prevede che i promotori di una riunione in luogo pubblico o aperto al pubblico ne diano avviso al questore almeno tre giorni prima. La stessa regola vale per chi promuove un’iniziativa tramite reti, piattaforme o servizi di comunicazione elettronica, anche attraverso gruppi chiusi di utenti. La sanzione amministrativa va da 1.000 a 10.000 euro e non è ammesso il pagamento in misura ridotta.
Il verbale non equivale a una sanzione definitiva. Concluso l’accertamento, sarà il prefetto a stabilire l’importo con un’ordinanza-ingiunzione oppure ad archiviare la pratica. Entro 30 giorni dalla contestazione gli interessati possono presentare scritti difensivi o documenti alla prefettura di Palermo, in via Cavour, e chiedere di essere ascoltati.
Alla protesta spontanea di mercoledì, nata per dare forza alla mobilitazione dei camionisti, si erano uniti insegnanti, medici, studenti e famiglie.


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