giovedì, 8 Ottobre 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

La dichiarazione del presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi

Turismo nautico in crescita nel territorio palermitano, ma occorre programmazione

“Il mare, per l’Italia, è industria, economia, lavoro, turismo, infrastruttura. È futuro. E soprattutto è filiera”. Lo ha detto il presidente di Federturismo Confindustria, Massimo Caputi intervenendo alla Conferenza Nazionale sul Turismo Costiero e Marittimo, organizzata da Federturismo Confindustria Nautica e Assomarinas nell’ambito del salone nautico di Genova come riporta un comunicato di Federturismo. ” La sfida – ha aggiunto Caputi – non è soltanto portare più turisti sulle nostre coste, ma creare più valore e distribuirlo sui territori”. 

L’auspicio, che è emerso durante il convegno, è quello di fare del mare una vera piattaforma di crescita per l’economia italiana, superando la frammentazione e mettendo in rete turismo, nautica, portualità, mobilità e territori. 

Riguardo alla situazione del turismo nautico nel territorio palermitano abbiamo sentito Andrea Ciulla, presidente di Assonautica nel capoluogo siciliano.  Dalla Conferenza nazionale di Genova è emersa la necessità di trasformare il mare in una vera piattaforma di crescita, mettendo in rete nautica, portualità, turismo, cultura ed enogastronomia. Quanto è già concreta questa integrazione nel territorio palermitano e quali sono, invece, i principali ostacoli da superare?

“Il ragionamento sarebbe molto complesso. In estrema sintesi l’obiettivo è molto chiaro: da tempo si discute di economia del mare, di nautica e di numeri che sono in costante crescita ed è altrettanto chiaro che il turismo nautico si va rafforzando sempre di più nel nostro territorio”. 

“Obbiettivamente, come noi abbiamo più volte sottolineato, è però necessaria una programmazione dell’idea che si vuole dare al settore per ciò che riguarda l’immaginario della tipologia di servizi, partendo quindi da una ricognizione dell’esistente e dei flussi di domanda”.

“Occorre conseguentemente supportare le imprese negli approcci alla fiscalità per quel che attiene ad esempio all’Iva al 10% che non viene ancora applicata su alcuni settori del turismo nautico, ma anche attraverso l’introduzione di sistemi di formazione del personale, perchè spesso le imprese si scontrano col fatto che non trovano personale adeguato”.

“Una programmazione è necessaria anche per la portualità, perché individuare dei porti hub o avere un quadro complessivo dei porti non solo per Palermo ma a livello regionale, è fondamentale per dare ulteriore leva al settore”. 

“Altre tipologie di riforme devono intervenire a livello nazionale ma questi sono aspetti
legati al territorio”.

Uno dei temi centrali emersi a Genova è quello delle infrastrutture: approdi, punti di ormeggio, scivoli a mare e servizi portuali. Quali interventi ritenete prioritari per il territorio palermitano?

“Ricollegandomi a quello che dicevo poc’anzi, bisogna prima capire i numeri reali ed effettivi e poi programmare ed è quello che stiamo provando a fare da anni attraverso il nostro studio sul turismo nautico che facciamo insieme all’Otie col professore Ruggieri e che presenteremo durante il “Sicily” che si svolgerà a Castellammare del Golfo dal 29 Ottobre al primo novembre”.

“Sicuramente ciò che manca sono le strutture ricettive a mare, quelli che si chiamano, secondo una definizione che ormai esiste ed è inserita anche grazie all’apporto di Assonautica Palermo nell’ambito della legislazione regionale di riordino del turismo, marina resort e boat and breakfast, strumenti che meritano di essere implementati”.

“Sono poi molteplici i punto critici che andrebbero affrontati come gli ormeggi, i servizi
a mare e attività connesse”. 

La destagionalizzazione è una delle grandi sfide del turismo italiano. Il turismo nautico può contribuire a portare presenze sul territorio anche nei mesi di spalla e in inverno? Quali iniziative potrebbero essere messe in campo a Palermo per intercettare
maggiormente questo tipo di domanda?

“La destagionalizzazione, parlando di turismo nautico, è più complessa perché ci sono aspetti connessi ad una stagione; quello che si può fare è estendere la stagione stessa, non circoscrivendola a luglio e agosto ma sfruttando già da marzo o aprile fino a tutto il mese di ottobre le potenzialità legate alla nautica”. 

“Quindi, più che di destagionalizzazione, parlerei di un’unica grande stagione che inizia nell’arco dei mesi sopra citati per contribuire ad incrementare le presenze in tutto questo arco temporale”.

“Per fare questo occorre rafforzare tutta una serie di aspetti di cui abbiamo già parlato, che riguardano la programmazione, la formazione del personale, forme di internazionalizzazione attraverso campagne pubblicitarie mirate allo sviluppo di questo segmento del turismo”.

Alla luce della crescita dei transiti legati ai charter e ai superyacht internazionali, Palermo ha le caratteristiche per diventare un hub di riferimento nel Mediterraneo? Che cosa manca oggi per rendere il capoluogo e il suo territorio realmente competitivi rispetto ad altre destinazioni mediterranee? 

“L’aspetto fondamentale è che ci siano porti attrezzati, capaci di accogliere questo flusso e che abbiano anche il corredo dei servizi, perché certamente i transiti sono importanti e sono una forma di turismo da incentivare, ma a favore della nostra cantieristica, che nulla ha da invidiare al resto del mondo, certamente vanno realizzate delle strutture per invogliare a fare diventare Palermo un hub del Mediterraneo affinché i megayacht e i superyacht, le grandi realtà che magari transitano soltanto invece si fermino anche oltre la stagione per i rimessaggi e le verifiche e così oltre al semplice transito, si possa svolgere un’altra attività altrettanto importante e molto più d’impatto in termini numerici, cioè quella della cantieristica, della manutenzione e dei servizi connessi “.

“È altrettanto fondamentale creare i punti affinché questa tipologia di turismo possa godere di tutta una serie di servizi. Alcuni yacht ci passano davanti perché non riescono neppure ad entrare nei nostri porti perché non ci sono”.

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