martedì, 22 Settembre 2026
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Gli indagati avrebbero applicato sulla porta dell’immobile un falso sigillo riconducibile alla Polizia di Stato

Palermo, tentano di circuire un’anziana: misura cautelare per due coniugi

Avrebbero cercato di condizionare le decisioni economiche di una parente anziana e fragile, con l’obiettivo di entrare in possesso delle sue disponibilità finanziarie e dei suoi beni. La Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di una coppia di coniugi di Palermo, lui di 71 anni e lei di 58, accusati di circonvenzione di incapace.

Gli agenti del Commissariato di P.S. «San Lorenzo» hanno notificato ai due il divieto di avvicinamento alla vittima entro un raggio di mille metri, con l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo.

L’indagine è partita nel gennaio 2025, dopo alcune segnalazioni arrivate dagli uffici postali frequentati dagli anziani. I dipendenti delle filiali, insospettiti dalle operazioni richieste, avrebbero notato una ridotta autonomia decisionale nelle persone coinvolte e hanno quindi informato la Polizia.

La vicenda riguarda una coppia di coniugi di Palermo ultraottantenni, senza figli né parenti prossimi. Il 71enne, cugino della donna anziana, e la moglie si sarebbero avvicinati alla coppia con la proposta di offrire assistenza nelle attività quotidiane. Con il passare del tempo, però, la loro presenza sarebbe diventata sempre più frequente e invasiva.

Gli investigatori ritengono che i due abbiano progressivamente condizionato le scelte dei coniugi, inducendoli a compiere operazioni finanziarie a loro favore. In diverse occasioni, gli anziani si sarebbero recati negli uffici postali di Palermo insieme ai due indagati per chiedere operazioni come il rimborso totale di importanti polizze assicurative o l’emissione di nuove carte di debito.

Gli accertamenti avrebbero inoltre fatto emergere altri tentativi di entrare in possesso dei beni della coppia. Tra questi, la vendita dell’automobile dell’anziano e l’interesse per un immobile di proprietà delle vittime.

In un episodio particolarmente singolare, gli indagati avrebbero applicato sulla porta dell’immobile un falso sigillo riconducibile alla Polizia di Stato, con l’intento di scoraggiare eventuali persone interessate a occupare lo stabile.

Durante le perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, gli agenti hanno trovato anche documenti d’identità appartenenti agli anziani e alcune carte di debito. I documenti potrebbero essere stati sottratti per spingere le vittime a richiederne di nuovi.

La Polizia ha raccolto elementi attraverso audizioni, perquisizioni e attività tecniche. Le indagini, affiancate da accertamenti specialistici sulle condizioni delle vittime, avrebbero evidenziato una situazione di particolare fragilità fisica e psicologica.

Gli investigatori hanno inoltre documentato ulteriori contatti tra la 58enne e l’anziana, anche dopo l’avvio dell’attività investigativa. La donna avrebbe cercato di raggiungerla sia telefonicamente sia di persona, arrivando anche nella struttura sanitaria dove l’anziana si trova ricoverata.

Nel frattempo, la vittima ha perso il marito per cause naturali, trovandosi così ad affrontare una condizione di ulteriore fragilità. Per tutelarla, l’Autorità giudiziaria ha disposto nei confronti dei due coniugi il divieto di avvicinamento a meno di mille metri, insieme al controllo tramite dispositivo elettronico.

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