Un’ipotesi emersa, ma ancora tutta da verificare, lega la scomparsa delle due sorelline di San Cataldo, comune del Nisseno, al mondo dei social network e alle sue insidie. Si tratta della possibilità che Benedetta e Domitilla, 12 e 8 anni, abbiano voluto emulare una particolare “challenge” vista online su piattaforme come YouTube, nota come “24 ore in un negozio”.
L’elemento è stato riferito dal padre, Alessandro Costanza, che ha raccontato come le figlie abbiano accennato a questa sfida dopo il loro ritrovamento. Un dettaglio sul quale gli investigatori mantengono la massima cautela, poiché la presenza di format simili in rete non dimostra di per sé che le due minori abbiano agito seguendo quella specifica moda del web.
Resta il fatto che la vicenda, iniziata con la sparizione delle bambine nella serata di venerdì 18 settembre e conclusasi circa ventuno ore dopo con il ritrovamento all’interno di un negozio di abbigliamento in corso Vittorio Emanuele, presenta diversi punti oscuri.
Sui dettagli di quelle ore trascorse dentro il locale si concentra ora l’attenzione degli inquirenti. Il negozio è stato posto sotto sequestro per consentire gli accertamenti tecnici, mentre la Procura di Caltanissetta ha aperto un fascicolo contro ignoti per l’ipotesi di sequestro di persona. Sotto la lente di ingrandimento ci sono le diverse deposizioni raccolte. Il padre ha sostenuto di essere entrato nell’attività insieme alle figlie e di essersi poi allontanato per acquistare il pane, convinto che le bambine lo avrebbero raggiunto a casa. L’uomo ha spiegato di non aver dato subito l’allarme per non creare panico, definendo successivamente l’accaduto come una semplice bravata.
Anche la posizione della titolare dell’esercizio commerciale è al centro dei riscontri. La commerciante, che ha riferito di aver visto le bambine la sera prima attorno alle 19:40, ha poi inviato nel pomeriggio di sabato un messaggio audio WhatsApp al genitore per avvisarlo della presenza delle figlie nel locale. Gli investigatori dovranno chiarire con esattezza come le minori siano rimaste all’interno dopo la chiusura, se ci fossero altre persone con loro e per quale motivo siano stese rimaste nascoste così a lungo.
Nel frattempo la Procura per i minorenni ha disposto d’urgenza l’allontanamento di Benedetta, Domitilla e dei loro quattro fratelli dall’abitazione familiare. I sei minori sono stati presi in carico dai carabinieri e trasferiti in una struttura protetta. Il provvedimento si inserisce in un quadro complesso: nel 2023 i genitori erano stati denunciati per presunti maltrattamenti con conseguente collocamento dei figli in comunità, prima del successivo riaffidamento al padre avvenuto nel 2024. Le indagini proseguiranno ora su più binari per incrociare i rilievi tecnici con le testimonianze e fare piena luce sull’intera dinamica dei fatti.


