mercoledì, 12 Agosto 2026
Il Quotidiano di Palermo - Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n.7/2025 Direttore responsabile: Michele Sardo

Congelati gli aumenti delle tariffe. Il governo Schifani lavora alle alternative per tutelare residenti, imprese e collegamenti marittimi

Isole minori, stop al caro-traghetti mentre la Regione cerca una soluzione

Il primo risultato è arrivato: gli aumenti delle tariffe dei traghetti per le isole minori siciliane sono stati sospesi. Adesso, però, per il governo regionale comincia la partita più complicata: trovare una soluzione alternativa che consenta di mantenere sostenibili i prezzi dei collegamenti senza scaricare i maggiori costi su residenti, imprese e viaggiatori.

Dopo giorni di tensioni e proteste per il caro-traghetti, il confronto con le compagnie di navigazione ha portato al congelamento dei rincari. Un passo che il presidente della Regione Renato Schifani rivendica come primo risultato dell’interlocuzione avviata da Palazzo d’Orléans.

La vicenda, tuttavia, è tutt’altro che chiusa.
overnatore ha convocato per martedì 11 agosto una seduta straordinaria della Giunta regionale con l’obiettivo di adottare gli atti necessari e accelerare la ricerca di una soluzione capace di evitare che gli aumenti tornino a presentarsi nelle prossime settimane.

Il nodo resta quello dell’equilibrio economico dei collegamenti marittimi e della necessità di impedire che l’incremento dei costi di gestione finisca direttamente sul prezzo dei biglietti.

Per Schifani questa eventualità non può essere accettata, soprattutto per le conseguenze che avrebbe sulle comunità delle isole minori e sul loro tessuto economico.

Il problema non riguarda infatti soltanto chi si sposta occasionalmente verso gli arcipelaghi siciliani. Per migliaia di residenti il traghetto rappresenta un servizio essenziale, necessario per raggiungere il resto della Sicilia per motivi di lavoro, studio, salute e per l’accesso a numerosi servizi.

A questo si aggiunge il peso che un aumento delle tariffe avrebbe sulle imprese, sul trasporto delle merci e sul comparto turistico, particolarmente sensibile durante i mesi estivi.

A delimitare il campo della vicenda è l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Alessandro Aricò. Gli aumenti adesso sospesi riguardavano infatti i collegamenti regolati dalla convenzione statale e non quelli direttamente di competenza della Regione. Una distinzione che Palazzo d’Orléans considera fondamentale anche nel confronto politico esploso attorno alla vicenda.

Sulle tratte di competenza regionale, sostiene Aricò, dall’insediamento del governo Schifani non sono stati applicati aumenti tariffari. La Regione ha comunque deciso di intervenire anche sulla questione relativa ai servizi disciplinati dalla convenzione nazionale, cercando una strada che permetta di tutelare le comunità interessate pur in presenza di competenze che non fanno direttamente capo all’amministrazione siciliana.

Il congelamento dei rincari evita nell’immediato la stangata, ma non elimina quindi il problema che l’aveva determinata. Ed è proprio su questo punto che si concentrerà la riunione straordinaria della Giunta.

L’obiettivo dell’esecutivo è individuare gli strumenti necessari per garantire tariffe sostenibili e, allo stesso tempo, assicurare la continuità e l’efficienza dei collegamenti.

Una partita che inevitabilmente passa anche dalla ricerca delle risorse necessarie per compensare l’aumento dei costi senza trasferirlo sui passeggeri.

Per il governo regionale il principio resta quello della continuità territoriale. Vivere a Lipari, Pantelleria, Favignana, Ustica o nelle altre isole minori non può tradursi in un costo aggiuntivo permanente per cittadini e attività produttive.

Il rischio, altrimenti, è che ogni aumento dei costi del servizio si trasformi ciclicamente in una nuova emergenza tariffaria, costringendo le istituzioni a intervenire quando i rincari sono ormai alle porte.

Il precedente più recente risale soltanto a pochi mesi fa, quando un’altra ipotesi di aumento aveva già fatto scattare l’allarme nelle isole e aperto un confronto istituzionale.

La nuova crisi riporta quindi al centro la necessità di una soluzione che non sia soltanto emergenziale. Per il momento il governo Schifani incassa lo stop agli aumenti. La prova decisiva arriverà però adesso: trasformare il congelamento delle tariffe in una soluzione stabile, evitando che la questione del caro-traghetti torni nuovamente a pesare sui siciliani e soprattutto su chi nelle isole minori vive e lavora tutto l’anno.

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