lunedì, 7 Settembre 2026
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Il ddl prevede commissioni provinciali, procedure certe e assistenza gratuita. Il percorso potrà essere interrotto in qualunque momento

Fine vita, Forza Italia porta all’Ars la legge sul suicidio assistito

PALERMO – Una legge regionale per garantire tempi certi, regole uniformi e un percorso sanitario definito alle persone che chiedono di accedere al suicidio medicalmente assistito. È l’obiettivo del disegno di legge depositato all’Assemblea regionale siciliana dai deputati di Forza Italia Salvo Tomarchio, primo firmatario, e Stefano Pellegrino, capogruppo del partito a Sala d’Ercole.

La proposta, composta da quattordici articoli, punta a disciplinare le modalità organizzative attraverso le quali le aziende sanitarie siciliane dovranno esaminare le richieste. Il testo non modifica i requisiti stabiliti dalla Corte costituzionale, ma interviene sulle procedure necessarie per renderne concretamente possibile l’applicazione.

Potranno accedere al percorso esclusivamente le persone affette da una patologia irreversibile, sottoposte a trattamenti di sostegno vitale, pienamente capaci di assumere decisioni libere e consapevoli e interessate da sofferenze fisiche o psicologiche considerate intollerabili.

Il disegno di legge nasce dalla volontà di superare le differenze che oggi caratterizzano il sistema sanitario regionale. In assenza di una disciplina nazionale organica, infatti, i tempi e le modalità di risposta possono cambiare da una provincia all’altra e dipendere dall’organizzazione delle singole aziende sanitarie. Una situazione che rischia di trasformare un diritto riconosciuto in una possibilità concretamente accessibile soltanto a chi dispone di assistenza legale o del sostegno di associazioni specializzate.

La proposta prevede l’istituzione, presso ogni Azienda sanitaria provinciale, di una commissione multidisciplinare permanente. Ne faranno parte professionisti esperti in cure palliative, neurologia, psichiatria, anestesia e rianimazione, medicina legale, psicologia clinica e assistenza infermieristica. Per ogni richiesta sarà coinvolto anche uno specialista della patologia da cui è affetta la persona interessata.

Nel corso della valutazione dovrà essere acquisito il parere dell’organismo aziendale competente per l’etica clinica. Il paziente potrà inoltre chiedere la partecipazione del proprio medico di fiducia, così da assicurare una conoscenza più completa della storia sanitaria e delle condizioni personali.

Prima di qualsiasi decisione dovranno essere illustrate tutte le alternative disponibili, a partire dalle cure palliative e dal diritto di rifiutare o interrompere i trattamenti sanitari. La richiesta non sarà mai irreversibile: la persona potrà ritirarla in qualsiasi momento e fino alla conclusione della procedura.

Qualora tutti i requisiti risultassero confermati, il farmaco dovrà essere assunto direttamente dalla persona interessata con l’assistenza di personale sanitario. La procedura potrà svolgersi in ospedale, in un hospice oppure al domicilio del paziente e sarà interamente gratuita.

Il testo tutela anche la libertà di coscienza dei professionisti sanitari, che non potranno essere obbligati a partecipare alla procedura. L’adesione avverrà quindi esclusivamente su base volontaria, nel tentativo di bilanciare il diritto del paziente con le convinzioni etiche, personali e religiose di medici e operatori.

La proposta è destinata ad aprire un confronto delicato anche all’interno del centrodestra, dove sul fine vita convivono posizioni molto diverse. La firma di due esponenti di Forza Italia attribuisce però all’iniziativa un significativo peso politico e porta dentro la maggioranza regionale un tema tradizionalmente capace di dividere gli schieramenti.

Se approvata, la Sicilia diventerebbe una delle prime Regioni italiane a dotarsi di una disciplina specifica. La questione di fondo resta di competenza del Parlamento nazionale, ma l’obiettivo dichiarato del disegno di legge è impedire che l’assenza di procedure definite produca attese indefinite o risposte differenti a seconda del luogo di residenza.

Adesso la discussione si sposta a Sala d’Ercole. Il confronto si annuncia complesso, perché coinvolgerà sensibilità politiche, scientifiche, religiose ed etiche profondamente differenti. La sfida per l’Ars sarà affrontare il tema senza pregiudizi e senza scorciatoie ideologiche, mettendo al centro la dignità delle persone, la libertà di scelta e la necessità di garantire regole uguali in tutto il territorio siciliano.

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