sabato, 23 Maggio 2026
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Giovanni Intile è stato colpito alla nuca con uno schiaffo, ha poi avuto un malore

“Mi hanno rubato il biglietto”: medico aggredito al Renzo Barbera

Doppio dispiacere per un medico di Caccamo mercoledì scorso allo Stadio Renzo Barbera di Palermo: prima una vile aggressione e il furto del biglietto di curva nord, poi la sconfitta della sua squadra del cuore contro il Catanzaro e il sogno della serie A sfumato.

Erano all’incirca le 19 quando il dottor Giovanni Intile, 55 anni, medico all’ospedale di Petralia Sottana dal 2013, si trovava in fila ai tornelli dello stadio insieme al figlio 15enne Francesco.

L’AGGRESSIONE E IL FURTO

«Premetto – tiene a precisare Intile al Quotidiano di Palermo – che sono abbonato dal 1987. Dopo aver beneficiato della prelazione e aver acquistato il biglietto di curva nord per me e mio figlio, mercoledì ero in fila per accedere all’interno dell’impianto. Non sono abituato ad avere il biglietto – spiega il medico – in quanto entro sempre con il codice qr sul mio smartphone. C’era caldo e l’attesa era lunga. Ad un certo punto qualcuno mi ha dato prima uno spintone e poi uno schiaffo sulla nuca. Mi sono girato e un’altra persona mi ha strappato il tagliando dalle mani».

Un piano ben orchestrato, quindi, per distrarre l’uomo e privarlo del biglietto. Anche se Giovanni Intile ha visto in faccia il ladro.

«È un individuo di circa 40 anni, magro e alto tra 1,70 e 1,75, capelli castani tirati all’indietro. Quando gli ho detto “che fai?” mi ha ignorato ed è andato via superando il tornello, disperdendosi fra la folla. Ho evitato di reagire – spiega Intile – perché ero con mio figlio e avevo paura di un’aggressione che potesse coinvolgerlo. Fortunatamente, il biglietto del ragazzo era nel suo marsupio».

La rabbia e il malore

Con un solo biglietto – quello del figlio -, frastornato e nervoso, il medico si è seduto su un gradino nei pressi dello Stadio delle Palme e ha avuto un malore. Ad aiutarlo un altro tifoso che passava da lì ma che non ha assistito al furto. Antonino Arcobasso, anche lui abbonato, ha chiamato la polizia e il 118.

«Non mi hanno portato in ospedale – precisa l’uomo – per fortuna è stato un malore passeggero. Devo ringraziare gli agenti di polizia, la digos e Arcobasso perché sono stati davvero gentili e comprensivi. Fortunatamente, dopo aver verificato che avevo acquistato un biglietto a mio nome, io e mio figlio siamo entrati allo stadio. Resta però la rabbia e uno stato d’animo che mi fa stare male da giorni per ció che è avvenuto».

Un dispiacere che si va a sommare all’eliminazione dai playoff del Palermo che ha perso il doppio confronto contro il Catanzaro e che rende ancora più amaro l’umore di Giovanni Intile: «Ci riproveremo il prossimo anno. Naturalmente io e mio figlio saremo tra i primi ad abbonarci, sperando che fatti di questo tipo possano non avvenire più. Magari con maggiori controlli – conclude – e con un ingresso ai tornelli meno complicato».

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