A Sferracavallo il giorno inizia prima dell’alba, con un gesto che riporta alla memoria una delle immagini più forti della Palermo antimafia. Nel 2004 centinaia di adesivi listati a lutto tappezzarono il centro storico con una frase diventata simbolo della ribellione al racket. «Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità».
Questa volta gli adesivi di Addiopizzo sono apparsi sul lungomare della borgata, vicino alla chiesa. Quasi a scuotere un quartiere che negli ultimi mesi ha rivisto la paura affacciarsi tra le strade. Colpi di kalashnikov, bottiglie incendiarie e messaggi intimidatori hanno riportato tensione e silenzio. Per questo il nuovo slogan lanciato dal movimento arriva diretto. «Uniti contro il pizzo e la violenza».




In una nota pubblicata sul sito ufficiale, Addiopizzo racconta il senso dell’iniziativa. «Stanotte – scrivono – siamo voluti tornare tra Sferracavallo, Partanna Mondello, Tommaso Natale e il litorale di Isola delle Femmine e Capaci per rilanciare un messaggio di vicinanza e di sostegno rivolto a chi, tra commercianti e imprenditori, è stato oggetto, nell’ultimo periodo, di intimidazioni e richieste estorsive. Negli ultimi mesi, su questi territori, si sta registrando una recrudescenza che desta particolare preoccupazione e tutto ciò non può lasciare nessuno indifferente. Ancora una volta vogliamo cogliere questa occasione per rivolgerci a cittadini, commercianti e imprenditori di questo territorio affinché ci contattino, anche soltanto per condividere sensazioni, segnali e informazioni di natura intimidatoria ed estorsiva».
«Siamo consapevoli che, con la tensione che si respira, non sia semplice collaborare – proseguono -. Vogliamo però ricordare ciò che accadde poco meno di vent’anni fa, in un momento di particolare recrudescenza criminale, proprio nel mandamento di San Lorenzo, dove decine di commercianti, con il supporto di Addiopizzo, raccontarono le violenze, le intimidazioni e le estorsioni subite e indicarono anche gli autori, in uno dei più significativi percorsi di denuncia collettiva. Se allora tutto questo fu possibile, crediamo che anche oggi esistano le condizioni per fare altrettanto».
«Lo abbiamo affermato diverse volte, ma è bene ribadirlo con forza, soprattutto adesso: è il momento di unirci e buttare giù il muro della paura, proprio perché riceviamo dal territorio segnali di approcci estorsivi. La presenza dello Stato è fondamentale, ma la collaborazione dei cittadini, dei commercianti e degli imprenditori che, nei mesi scorsi, sono stati oggetto di avvicinamenti e richieste estorsive può essere, oggi più che mai, decisiva. Contattateci con fiducia: assicureremo riservatezza e supporto. Solo così, con una decisa e sentita azione collettiva, riusciremo a scrollarci di dosso fenomeni estorsivi e di violenza» concludono da Addiopizzo.

