giovedì, 7 Maggio 2026
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Prima della tumulazione il saluto dei detenuti del carcere Pagliarelli

Mercatino dello Zen sotto scacco, clan impone chiusura per il funerale di Barone

È stato un giovedì anomalo quello di ieri allo Zen 1, sottolineato da un silenzio forzato. Non è la solita giornata di traffico, di bancarelle e di urla di venditori. In tanti si recano al mercatino per fare acquisti ma con enorme sorpresa il mercato non c’è. È un “vuoto” imposto. Prima con un post su facebook che non è una richiesta amichevole ma una vera e propria imposizione (Mi dispiace per i mercatari ma il mercatino non si fa), poi con altri mezzi.

C’è il funerale di Carmelo Barone allo Zen. 64 anni, pluripregiudicato ritenuto dagli investigatori vicino alle famiglie mafiose Lupo e Spina, storicamente legate al traffico di droga e alla gestione delle case popolari del quartiere.

E dunque per tutta la mattinata via Luigi Einaudi è insolitamente vuota. Nessuna bancarella, nessun via vai di clienti e commercianti. Il silenzio del quartiere è il segno più evidente di ció che ha letto sui social, la non presenza dei mercatari è un misto di timore, rispetto e “saper vivere”. Ma per qualcuno di loro anche un sopruso.

Veronica Barone, figlia di Carmelo, su facebook è stata chiara e perentoria. «Giovedì ci saranno i funerali di mio padre. Mi scuso con le persone del mercato ma essendo che mio padre è molto amato e conosciuto non si fa il mercato. Fatelo girare nel modo che arriva a tutti».

Un avviso che, secondo quanto emerso, si sarebbe trasformato in un vero e proprio ordine imposto sul territorio. Dall’alba, infatti, alcuni uomini in motorino avrebbero fatto avanti e indietro per via Einaudi, intimando a quei pochi commercianti – ignari di ció che era stato annunciato sui social o semplicemente desiderosi di lavorare come ogni mattina – di non montare nulla e andare via.

Quello che al momento è solo un sospetto, è che a ribadire il divieto possano essere stati gli stessi soggetti che negli ultimi mesi avrebbero imposto il pagamento del pizzo ai mercatari, con richieste comprese tra i cinque e i dieci euro per ogni postazione.

Chi è Carmelo Barone

La figura di Carmelo Barone viene descritta dagli inquirenti come marginale rispetto agli equilibri mafiosi più importanti, ma comunque inserita nel contesto criminale dello Zen e del mandamento di San Lorenzo-Tommaso Natale con precedenti per furto e rapina, e lunghi periodi trascorsi in carcere. Inoltre il 64enne era stato coinvolto nel 2021 nell’operazione antimafia “Bivio”, coordinata dai carabinieri. Nello stesso periodo era stato anche processato per il tentato omicidio di Pietro e Letterio Maranzano insieme al figlio Andrea. Secondo l’accusa avrebbe fatto parte del gruppo armato coinvolto nella sparatoria avvenuta nel 2020 tra le vie Ludovico Bianchini e Luigi Einaudi, anche se nel corso del processo emerse che a sparare erano stati i fratelli Maranzano. Per ció, nel 2024, Barone venne assolto.

Il funerale, i fuochi d’artificio e il passaggio dal carcere Pagliarelli

Decine di persone hanno accompagnato il feretro trasportato a spalla lungo le strade dello Zen alla fine del funerale. Tra palloncini, applausi e gli immancabili fuochi d’artificio. Poi il corteo ha raggiunto il carcere Pagliarelli. Da dietro le sbarre alcuni detenuti hanno rivolto applausi verso la bara di Carmelo Barone che si trovava in strada.

Le reazioni politiche

Su quanto accaduto stanno ora indagando polizia e carabinieri, impegnati a ricostruire le intimidazioni subite dagli ambulanti e a individuare eventuali responsabilità. Il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, ha parlato apertamente di «forme di controllo» inaccettabili. «Quanto accaduto tra Sferracavallo, Tommaso Natale e lo Zen – ha detto il primo cittadino – rappresenta un segnale grave che non può e non deve essere sottovalutato. Le intimidazioni ai danni di attività commerciali, così come ogni forma di condizionamento mafioso della vita economica e sociale dei quartieri, trovano la mia più ferma condanna personale e quella dell’intera amministrazione comunale».

Anche l’assessore alle Attività produttive del Comune di Palermo, Giuliano Forzinetti, ha definito quanto accaduto «grave e preoccupante», sottolineando le conseguenze economiche subite dalle famiglie dei commercianti rimasti senza lavoro per l’intera giornata. Solidarietà agli ambulanti è arrivata anche dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, che ha invitato a non sottovalutare «una nuova manovalanza pericolosissima» e a mantenere alta l’attenzione nelle aree più difficili della città.

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