martedì, 14 Aprile 2026
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Mozione trasversale contro il presidente, che replica: «Solo demagogia, pronti a tornare al voto»

Palermo, tensione in Quinta Circoscrizione: mozione di sfiducia al presidente

Una mozione di sfiducia è stata formalmente presentata nei confronti del presidente della V Circoscrizione di Palermo, Andrea Aiello, aprendo un nuovo fronte di tensione politica all’interno dell’organo di decentramento cittadino. L’atto, protocollato il 24 aprile 2026, porta la firma di consiglieri appartenenti a diverse forze politiche, tra cui Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Lega, e si configura come un’iniziativa che, pur non essendo espressamente prevista dal regolamento circoscrizionale, trova un fondamento per analogia nelle norme del Testo unico degli enti locali relative alla sfiducia nei confronti del sindaco.

Alla base della mozione vi è, secondo i firmatari, una crisi politica che affonda le radici nei mesi immediatamente successivi alle elezioni del 2022. La coalizione di centrodestra che aveva sostenuto Aiello si sarebbe progressivamente disgregata, determinando una condizione di instabilità e, soprattutto, l’assenza di una maggioranza solida all’interno del Consiglio circoscrizionale. Un quadro che, sempre secondo i proponenti, avrebbe inciso negativamente sull’efficacia dell’azione amministrativa e sulla partecipazione istituzionale dello stesso presidente, la cui presenza in aula viene definita sporadica nel corso del mandato.

Tra le criticità evidenziate nel documento emerge il mancato rispetto di alcuni strumenti istituzionali ritenuti fondamentali per il confronto democratico. In particolare, viene richiamato il question time, approvato all’unanimità nel 2022 proprio con l’obiettivo di garantire un dialogo periodico tra presidente e consiglieri. Secondo quanto riportato nella mozione, la prima seduta effettiva dedicata a tale attività si sarebbe svolta soltanto nel 2026, dopo anni di inattività, alimentando così le accuse di scarsa attenzione al ruolo del Consiglio.

I firmatari contestano inoltre la limitata incisività di alcune iniziative annunciate a inizio mandato. Tra queste, la creazione di una rete di comunità che avrebbe dovuto coinvolgere scuole, parrocchie ed enti del terzo settore, ma che, secondo quanto sostenuto nella mozione, non avrebbe prodotto risultati concreti nei quartieri interessati. Il documento richiama anche alcune vicende amministrative ritenute emblematiche, come quella relativa alla villetta intitolata a Rosario Di Salvo, inizialmente presentata come progetto di valorizzazione sociale e successivamente interessata da una revoca dell’affidamento a causa dello stato di abbandono e della mancanza di attività.

Analoghe criticità vengono sollevate sulla gestione della riapertura della palestra di atletica pesante di Borgo Nuovo, rispetto alla quale il Consiglio circoscrizionale sarebbe stato informato direttamente dall’assessore comunale, senza un coinvolgimento attivo del presidente. Un episodio che, secondo i consiglieri proponenti, evidenzierebbe una più generale debolezza nel rapporto tra la presidenza della circoscrizione, la Giunta comunale e le commissioni consiliari. Nella mozione si sottolinea infatti come gli incontri programmatici previsti non abbiano registrato una partecipazione significativa degli assessori, fatta eccezione per pochi casi, segno di un dialogo istituzionale ritenuto insufficiente.

Attraverso questo atto, i consiglieri chiedono formalmente al Consiglio della V Circoscrizione di esprimersi sulla sfiducia politica nei confronti di Aiello, con l’obiettivo dichiarato di ridefinire gli equilibri interni e favorire la costruzione di una nuova maggioranza. Al centro dell’iniziativa vi è anche la volontà di segnare una netta discontinuità rispetto a modalità operative giudicate autoreferenziali, oltre a quella di sensibilizzare i cittadini dei quartieri di Borgo Nuovo, Passo di Rigano, Uditore, Noce e Zisa sul ruolo del Consiglio circoscrizionale come organo rappresentativo del territorio.

Alle accuse contenute nella mozione ha replicato, con una dichiarazione rilasciata al Quotidiano di Palermo, lo stesso presidente Andrea Aiello, respingendo con decisione l’iniziativa politica e mettendone in dubbio la reale efficacia. «Ci vogliono 7 voti favorevoli per la mozione di sfiducia. In ogni caso, anche se dovesse passare nessuno mi impone le dimissioni. È solo una questione politica, dovrei sempre io decidere di dimettermi» – afferma Aiello, che definisce l’atto «solo demagogia», sostenendo come i proponenti non dispongano dei numeri necessari. «Carte alla mano, tutti gli atti presentati finora dalla presidenza sono votati all’unanimità, per cui la mozione si contraddice rispetto al loro operato in aula».

Il presidente rilancia poi con una sfida politica diretta: «Se il loro obiettivo è quello di farmi dimettere, io sono pronto. A condizione che loro firmino tutti e cinque le dimissioni. Io sarò il sesto un attimo dopo. A quel punto, sciolto il consiglio si andrà nuovamente al voto. Li sfido uno ad uno, ricandidandomi nuovamente». Aiello rivendica inoltre i risultati ottenuti durante il mandato, sostenendo che «ciò che è stato fatto in questi anni in Circoscrizione, che per ben 10 anni è stata un’assenza assoluta di tutto e parlano i fatti, è sotto gli occhi di tutti».

Nel dettaglio, il presidente cita l’attivazione dello sportello della polizia municipale, inizialmente osteggiato a suo dire dalle forze politiche oggi firmatarie della mozione, e che oggi rappresenterebbe «un fiore all’occhiello», con tempi rapidi per pratiche come il cambio di residenza. Aiello evidenzia anche il trasferimento degli assistenti sociali, l’invio di richieste urgenti al sindaco per i fondi Caivano e l’inserimento di largo Pozzillo tra gli interventi di riqualificazione in programma. Tra le iniziative rivendicate anche l’intitolazione della sede circoscrizionale a Frate Biagio Conte e l’apertura, avvenuta recentemente, dello sportello Amat.

Rispondendo alle critiche sulla sua presenza in aula, Aiello ammette: «Presiedo poco, è vero, ma mi sento ben rappresentato e per poter lavorare bisogna stare in giro, per uffici. Io leggo le delibere e quando vedo cose importanti mi muovo per uffici. Ed è per questo che raggiungo certi traguardi».

Il documento di sfiducia si inserisce in un contesto politico più ampio, chiamando indirettamente in causa anche l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Roberto Lagalla, accusata di non aver tradotto in azioni concrete l’attenzione ai territori più volte rivendicata in campagna elettorale.

La controrisposta del consigliere Altadonna

«Dovremmo dimetterci adesso che abbiamo la maggioranza? – ribatte il consigliere pd della Quinta Circoscrizione Salvo Altadonna -. Sono altri che devono prendere atto che l’hanno persa».

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