mercoledì, 18 Marzo 2026
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Cracolici incalza, Savarino frena

Lidi siciliani in subappalto e mafia. Cracolici: «Quante Italo Belga in Sicilia?»

Scoppia in Commissione Antimafia il caso dei lidi balneari affidati in subappalto, sollevando interrogativi sulla trasparenza e sui controlli nel settore. A portare il tema all’attenzione è stato il presidente della Commissione Antimafia, Antonello Cracolici, che ha denunciato la possibile presenza diffusa di imprese irregolari.

Al centro della vicenda c’è il caso della società Italo Belga, accusata di aver assegnato subappalti a imprese sospettate di legami con la mafia senza effettuare le necessarie comunicazioni alla Regione. Secondo quanto emerso, la situazione potrebbe non essere isolata. Ma indicherebbe un fenomeno più ampio che riguarda l’intero comparto balneare, spesso sottratto a controlli rigorosi, soprattutto in Sicilia.

Il tema è stato affrontato durante una seduta della Commissione Antimafia, nel corso della quale è stata ascoltata l’assessore regionale al Territorio, Giusi Savarino. Il punto di partenza della discussione è stato proprio il caso dei subappalti legati alla Italo Belga, circostanza che ha portato alla revoca della concessione.

Cracolici ha sottolineato come la questione vada oltre il singolo episodio, sollevando interrogativi più ampi: «Quante Italo Belga ci sono in Sicilia? Quanti concessionari hanno affidato subappalti senza dichiararlo? E quanti di questi subappalti sono stati assegnati a imprese prive di certificazione antimafia?».

A tali domande, la risposta fornita dall’assessore Savarino è stata netta. «Non ho conoscenza di questi dati», ha sintetizzato il presidente della Commissione Antimafia, riportando quanto emerso durante l’audizione.

Savarino ha però offerto una diversa chiave di lettura del problema, spostando l’attenzione sulle responsabilità dei concessionari: «Il nodo non è la Regione, che non dispone di questi dati, ma il comportamento dei concessionari. Se un concessionario affida un subappalto a un’impresa non in regola, commette un illecito e difficilmente lo comunicherà spontaneamente, anche a fronte di una richiesta formale».

Secondo l’assessore, per affrontare efficacemente la questione sarebbe necessario rafforzare i controlli attraverso strutture dedicate. «Servirebbe un nucleo ispettivo». Tuttavia, ha precisato, la Regione non dispone delle risorse necessarie, né in termini di personale né di mezzi, per effettuare verifiche capillari.

«È probabilmente un compito che non spetta alla Regione», ha concluso Savarino. Lasciando aperto il tema delle competenze e della necessità di un coordinamento più efficace tra istituzioni per contrastare il rischio di infiltrazioni mafiose nel settore dei lidi balneari.

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