martedì, 23 Giugno 2026
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Trenta giorni per liberare la Villa della Legalità

Telejato perde la Villa della Legalità: Borgetto revoca il bene a Pino Maniaci

Il Comune di Borgetto ha dichiarato stamani la decadenza dell’assegnazione della cosiddetta “Villa della Legalità”, il bene confiscato alla mafia in contrada Annunziata affidato all’associazione Telejato ETS per la realizzazione del progetto “Scuola di giornalismo e Centro di documentazione del fenomeno mafioso”. La decisione è contenuta nella determina n. 7 del 22 giugno 2026, firmata dalla segretaria generale Rosa Damiano, che conclude un lungo procedimento amministrativo avviato nei mesi scorsi.

Il provvedimento dispone la decadenza immediata dell’assegnazione degli immobili, concede all’associazione trenta giorni per liberare i locali e prevede inoltre l’applicazione della penale prevista dalla convenzione, oltre all’eventuale richiesta di risarcimento danni.

Le segnalazioni e l’inchiesta di Daniele Viola

La vicenda nasce dalle verifiche effettuate dal Comune nel corso del 2026. Dopo una richiesta di documentazione rimasta senza risposta e dopo alcune segnalazioni pervenute da ex frequentatori della scuola di giornalismo, e dopo un’accurata inchiesta del giornalista di Partinico Daniele Viola, l’amministrazione aveva avviato un procedimento di revoca contestando una serie di presunti inadempimenti. Le controdeduzioni presentate da Telejato sono state successivamente rigettate dall’ente.

Scuola di giornalismo mai avviata

Nel documento il Comune sostiene che l’associazione non abbia realizzato il progetto per il quale aveva ottenuto il bene confiscato. Secondo l’amministrazione, la prevista scuola di giornalismo non sarebbe mai stata concretamente attivata nelle forme descritte nel progetto presentato in sede di assegnazione. Non sarebbe stato costituito il comitato tecnico-scientifico annunciato, non sarebbe stato predisposto un piano formativo e non sarebbero state svolte le lezioni teoriche previste.

La determina afferma inoltre che i giovani coinvolti dal giornalista Pino Maniaci sarebbero stati impiegati principalmente nelle attività necessarie alla realizzazione del telegiornale dell’emittente Telejato senza seguire un percorso formativo strutturato, senza il riconoscimento dell’Ordine dei Giornalisti e senza conseguire titoli validi per l’iscrizione all’albo professionale, come invece era stato indicato nel progetto originario.

Tra gli aspetti più rilevanti contestati dall’ente figurano anche presunte violazioni in materia di lavoro, sicurezza e assicurazione. Nella determina si evidenzia che Telejato non avrebbe contestato alcune accuse relative all’utilizzo di personale senza contratto, senza copertura assicurativa e senza il rispetto delle normative sul lavoro e sulla sicurezza. Secondo il Comune, tali violazioni sarebbero da sole sufficienti a giustificare la revoca dell’assegnazione.

Associazione non autorizzata

Un altro punto centrale riguarda la presenza all’interno dell’immobile confiscato dell’Associazione Culturale Marconi, editore dell’emittente televisiva Telejato. Il Comune sostiene che l’utilizzo dei locali da parte di un soggetto diverso dall’assegnatario non sia mai stato autorizzato e che ciò costituisca una violazione delle condizioni previste dalla convenzione. Nella determina viene sottolineato come l’associazione Marconi non possedesse i requisiti richiesti per partecipare direttamente al bando di assegnazione del bene confiscato e che non risulti alcun accordo formalizzato che ne giustificasse la presenza stabile all’interno della struttura.

La segretaria generale evidenzia inoltre il mancato invio nei termini della documentazione richiesta durante le verifiche periodiche previste dalla convenzione e richiama anche contestazioni relative ai tributi comunali. In particolare viene ricordato che la convenzione firmata nel 2025 prevedeva una clausola risolutiva espressa in caso di mancato pagamento dei tributi dovuti al Comune.

Atti trasmessi a Guardia di Finanza, Carabinieri…

Nelle tredici pagine della determina il Comune conclude che Telejato ETS non abbia rispettato gli obblighi assunti con l’assegnazione del bene confiscato e che le irregolarità riscontrate abbiano determinato la decadenza dell’affidamento. Il provvedimento sarà trasmesso, tra gli altri, all’Agenzia nazionale per i beni confiscati, alla Prefettura di Palermo, all’Ordine dei Giornalisti, all’Inps, all’Inail, all’Ispettorato del Lavoro, alla Guardia di Finanza e ai Carabinieri.

La vicenda sembra dunque destinata ad avere ulteriori sviluppi. Anche perché già nelle scorse settimane l’associazione aveva annunciato l’intenzione di tutelarsi nelle sedi giudiziarie contestando la procedura avviata dal Comune.

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