domenica, 6 Settembre 2026
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Poche ore prima della sparatoria la polizia aveva raggiunto la zona di via Costante Girardengo per una lite

Sparatoria allo Zen, l’ipotesi della faida familiare: tensioni nate da una relazione finita male

Dietro la sparatoria avvenuta allo Zen potrebbe esserci un conflitto tra famiglie, nato da vecchi dissidi e degenerato fino all’uso delle armi. È una delle ipotesi che gli investigatori della Squadra Mobile stanno valutando nell’ambito delle indagini sul ferimento di un uomo di 39 anni, arrivato nella notte tra giovedì e venerdì al pronto soccorso di Villa Sofia con una ferita da proiettile alla nuca.

Gli investigatori stanno ricostruendo quanto accaduto e non escludono, al momento, nessuna pista. Poche ore prima della sparatoria, inoltre, le volanti della polizia avevano raggiunto la zona di via Costante Girardengo per una lite nella quale potrebbe essere rimasto coinvolto proprio il 39enne.

Intorno alle 22, la sala operativa aveva infatti inviato gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale e del commissariato San Lorenzo dopo una segnalazione arrivata al 112. A chiedere l’intervento sarebbe stato qualcuno vicino all’uomo poi finito in ospedale, ma gli investigatori devono ancora chiarire l’origine e i motivi della discussione. Le pattuglie avevano riportato la situazione alla calma e lasciato la zona.

La tensione, però, sarebbe esplosa nuovamente poco prima della mezzanotte. Questa volta sono comparsi anche una pistola e diversi colpi d’arma da fuoco. Chi ha sparato avrebbe preso di mira l’auto sulla quale viaggiava il 39enne, esplodendo almeno una decina di colpi. Soltanto uno avrebbe raggiunto l’uomo, colpendolo alla nuca.

Nonostante la ferita, il 39enne dello Zen avrebbe raggiunto autonomamente Villa Sofia. I medici hanno individuato il foro d’ingresso del proiettile e, attraverso la Tac, hanno riscontrato una frattura dell’osso occipitale.

I sanitari lo hanno quindi trasferito in Neurochirurgia, dove dovrà affrontare un intervento per la rimozione della pallottola e dei frammenti metallici presenti negli strati superficiali della pelle. I medici devono ancora stabilire se servirà il trasferimento in Terapia intensiva. La prognosi resta riservata.

Nel frattempo, la Squadra Mobile prosegue gli accertamenti anche sul luogo della sparatoria. Gli investigatori avrebbero recuperato diversi proiettili, anche se non è ancora chiaro se qualcuno ne abbia portati via una parte dopo aver sparato contro l’auto.

Tra i residenti dello Zen, intanto, circolano diverse ricostruzioni sui possibili motivi dell’agguato. Un abitante, rimasto anonimo, ha raccontato di aver sentito inizialmente due spari e, poco dopo, una raffica molto più lunga. All’origine del contrasto potrebbe esserci una relazione sentimentale finita male, con successive tensioni legate anche a questioni economiche e familiari.

Tra gli elementi citati figurano una casa, il mancato pagamento degli alimenti e una controversia legata a un sussidio e al cambio di residenza. Gli investigatori dovranno ora verificare se questi elementi abbiano davvero un collegamento con la sparatoria.

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