martedì, 9 Giugno 2026
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Presenti il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il sindaco di Palermo Roberto Lagalla

Palermo, addio a Sofia Barillà: applausi e commozione nella chiesa della Kalsa

Palermo ha dato l’ultimo saluto a Sofia Barillà, la studentessa di 20 anni morta in Portogallo. La tragedia è avvenuta durante il periodo di Erasmus a causa di un’ischemia cardiaca. La cerimonia si è svolta alle 16 nella Chiesa di Santa Teresa alla Kalsa.

La giovane palermitana si era sentita male subito dopo una telefonata con la zia. Il malore è stato improvviso e non le ha lasciato scampo. Alla funzione hanno partecipato familiari, amici, tanti coetanei e numerose autorità, tra cui il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.

La Presidenza della Regione ha coperto le spese per il rientro della salma dal Portogallo. Il governatore Schifani ha seguito personalmente la vicenda e ha mantenuto un contatto costante con la famiglia di Sofia, studentessa di Design al Politecnico di Milano.

L’omelia

Durante l’omelia, il parroco della Kalsa Giuseppe Di Giovanni ha ricordato la ragazza come una persona capace di trasmettere amore per la propria città, energia e calore umano. «Ho ascoltato quanti hanno apprezzato e amato Sofia, una donna molto giovane che aveva vissuto tante esperienze e che riusciva a trasmettere il suo amore per la sua città, il suo calore e la sua energia».

Il sacerdote ha invitato i tanti giovani presenti a custodire e portare avanti quel “grande amore contagioso”, sottolineando le qualità e le eccellenze della studentessa. «Sia trasmesso e portato avanti. Ho avuto modo di rendermi conto delle risorse e delle eccellenze di questa ragazza. Dobbiamo portare avanti l’opera di Sofia, la sua luce. A noi tocca cercare sempre di fare il meglio, come ha fatto lei».

Rivolgendosi ai genitori, don Di Giovanni ha aggiunto «L’esempio di vostra figlia dovrà rimanere nel cuore di tutti noi». Anche la zia di Sofia ha preso la parola durante la cerimonia, ricordando il forte legame che la univa alla nipote. «Ci hai insegnato che ogni giorno va vissuto con il cuore aperto e rimarrai nei ricordi e nei sorrisi che ci hai regalato, nella tua grande e disarmante dolcezza che per te era una forza». Al termine del rito, un lungo applauso e alcune canzoni hanno accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa gremita di Santa Teresa alla Kalsa.

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