Il MIG Movimento Italiano per la Gentilezza ha partecipato alla maratona che si è svolta a Roma con lo slogan “Bullismo: prevenire, riconoscere, intervenire”, che ha rappresentato anche un importante momento di confronto tra istituzioni, esperti e comunità educante sui temi della prevenzione e del contrasto al bullismo e al cyberbullismo.
L’iniziativa ha posto al centro la prevenzione e la tutela dei minori, con l’obiettivo di riconoscere tempestivamente i segnali di disagio e intervenire con strumenti concreti, sia nei contesti fisici sia negli ambienti digitali. Tra i temi affrontati: la formazione dei docenti, i percorsi educativi per gli studenti, il coinvolgimento attivo di famiglie e comunità, il contributo di pedagoghi e psicologi, nonché il ruolo del legislatore, delle forze di polizia e dello sport.
Particolare rilievo è stato dato all’utilizzo delle tecnologie nella prevenzione del cyberbullismo e nella protezione dei minori online: dall’educazione all’uso consapevole dei social media e delle piattaforme digitali, ai sistemi di segnalazione e moderazione dei contenuti, fino agli strumenti innovativi, anche basati su intelligenza artificiale, in grado di individuare comportamenti a rischio e attivare interventi tempestivi. Un approccio che rafforza la costruzione di ambienti educativi sicuri, inclusivi e consapevoli, dentro e fuori la rete.
“Ringrazio – ha dichiarato Natalia Re – il Presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile Luca Massaccesi per avere promosso questa manifestazione, che rappresenta un’importante occasione di ascolto e apprendimento, finalizzata a raccogliere e valorizzare buone pratiche da tradurre in azioni concrete nelle scuole, promuovendo modelli educativi fondati su empatia, rispetto e responsabilità. La tutela dei minori è e deve restare il principio guida di ogni azione educativa, sia nei contesti fisici sia negli ambienti digitali. Contrastare bullismo e cyberbullismo – ha aggiunto – significa creare condizioni in cui ogni ragazzo possa sentirsi al sicuro, riconosciuto e rispettato. Le tecnologie, se accompagnate da educazione e consapevolezza, possono diventare strumenti efficaci di prevenzione e protezione. Per questo promuoviamo la diffusione della gentilezza come pratica quotidiana e responsabilità condivisa: un linguaggio capace di generare inclusione, fiducia e sicurezza, in ogni luogo reale e digitale. Il MIG – conclude – continuerà a promuovere iniziative e percorsi educativi orientati alla diffusione della gentilezza come leva concreta per prevenire ogni forma di violenza relazionale, contribuendo alla costruzione di una scuola sempre più inclusiva e attenta al benessere delle nuove generazioni. La gentilezza non è un gesto accessorio, ma un presidio sociale concreto. In un tempo segnato da violenze e fenomeni di bullismo, rappresenta un antidoto culturale capace di agire in profondità, prevenendo il conflitto prima che esploda. Educare alla gentilezza significa promuovere rispetto, ascolto e responsabilità, soprattutto tra i più giovani, rafforzando legami e comunità. Investire nella gentilezza vuol dire scegliere una società più sicura, inclusiva e consapevole”.
“La gentilezza – ha aggiunto Michele Grillo,
Consigliere presso la Presidenza del Consiglio e Strategy Advisor del presidente di Unicef- rappresenta uno strumento concreto di prevenzione sociale: educa al limite, al rispetto e alla responsabilità, riducendo alla radice i comportamenti violenti e le dinamiche di bullismo. Dove cresce la cultura della gentilezza, diminuisce lo spazio per l’aggressività”.

