Sono passati sette lunghi mesi da quel 16 gennaio, ma per Sofia Di Grigoli il tempo si è fermato al giorno in cui non ha più avuto notizie di suo fratello, Salvatore Digrigoli (un errore all’anagrafe al momento della nascita ha registrato il cognome tutto unito). A 51 anni, l’uomo sembra essere svanito nel nulla da Marineo, lasciando i familiari senza risposte.
«Sono andata da poco in Procura, ma non hanno indizi, nessuna strada da perseguire» – racconta disperata Sofia alla redazione del Quotidiano di Palermo -. «Lo hanno cercato perfino con i droni, ma niente: è come se lo avesse inghiottito la terra. Gli inquirenti non credano sia morto, perché hanno setacciato l’intero comprensorio e sostengono che, se gli fosse successo il peggio, lo avrebbero trovato».
Le tensioni familiari e gli ultimi spostamenti
Salvatore soffriva di problemi alla vista in seguito ad un glaucoma ed era in lista d’attesa per essere operato all’ospedale Civico di Palermo, ma la sorella ci tiene a precisare con fermezza che «non era depresso» e che non c’è ragione di pensare a un gesto estremo. Il timore più grande è che possa essere stato vittima di un incidente o che sia accaduto qualcosa di imprevisto.
Sullo sfondo della sua vita c’era però una forte preoccupazione legata al suo affetto più caro. Circa cinque anni fa Salvatore aveva interrotto la relazione con la compagna, originaria del Brasile, da cui aveva avuto un figlio che oggi ha 11 anni e vive con la madre a Palermo. «Da circa un anno prima della scomparsa era assillato dall’ex compagna» – spiega Sofia -. «La donna voleva tornare in Brasile portando con sé il bambino, ma Salvatore non voleva assolutamente darle il permesso: temeva che, se fosse partito, non avrebbe mai più rivisto suo figlio».
La mattina del 16 gennaio, Salvatore avrebbe dovuto raggiungere, come ogni giorno, la scuola professionale che frequentava in piazza Principe di Camporeale a Palermo. Tuttavia, le indagini condotte dai Carabinieri indicano che il suo cellulare è stato spento proprio a Marineo. «È andato a Palermo o si è fatto una passeggiata?» – si chiede angustiata la sorella -. «Di solito andava verso Ficuzza, un posto che gli piaceva molto, ed aveva amici anche a Mezzojuso, nostro paese di origine». Proprio da Mezzojuso è arrivata l’unica parziale testimonianza: un ragazzo, intervistato dalla trasmissione Chi l’ha visto? ha riferito di averlo incrociato circa una decina di giorni dopo la scomparsa.
Il silenzio e quella telefonata anonima
In tutti questi mesi, il silenzio è stato quasi totale, rotto soltanto da un episodio inquietante avvenuto un paio di mesi fa. «Ho ricevuto una telefonata anonima» – racconta la donna. «Dall’altro capo del filo ascoltavano, ma non parlavano. Chissà… magari era lui».
L’APPELLO
Già nei mesi scorsi l’avvocato della famiglia, Giuseppe Canzone, aveva lanciato un appello pubblico per raccogliere qualsiasi elemento utile. Oggi la sorella Sofia rinnova con forza quella richiesta di aiuto a chiunque possa aver incrociato Salvatore o abbia informazioni utili sulle sue tracce.



