Il Palermo vince 2 a 1 contro gli amici del Padova, consolida il primato in classifica a quota tredici punti in cinque gare e guarda tutti dall’alto in basso (il Mantova giocherà oggi pomeriggio). Eppure il sottofondo di scetticismo di cui parlavamo qualche giorno fa, dopo la sfida pareggiata contro l’Avellino, non accenna a spegnersi. Il bersaglio preferito dei critici di professione resta il gioco espresso dalla formazione di Inzaghi, ritenuto da molti poco brillante o fin troppo affidato alle giocate dei singoli. Un’analisi che forse scambia il cinismo e la capacità di soffrire per fragilità, ignorando del tutto la sostanza di una partenza di campionato semplicemente straordinaria.
La serie B non si vince solo con il bel gioco
La sfida contro il Padova ha raccontato esattamente cosa significa essere una grande squadra in un torneo difficile. Il primo tempo ha mostrato indubbiamente qualche crepa di troppo e diversi svarioni difensivi su cui l’allenatore dovrà lavorare. In quelle fasi di sbandamento è servita ancora una volta la classe del sorprendente Fortin, autore di miracoli provvidenziali che hanno tenuto in piedi il risultato proprio come accaduto nella difficile trasferta di Avellino. Ma la forza di questo gruppo sta nella capacità di incassare il colpo e reagire con rabbia e qualità.
Un talento in prestito
La risposta rosanero si chiama Vavassori, il talento arrivato in prestito dall’Atalanta che sta incantando la tifoseria e cancellando sul campo i timori legati alla lunga assenza dell’infortunato Strefezza. La sua prestazione è stata una gemma pura: prima il gol del pari sul finire della prima frazione, poi la perla della ripresa con una magia di tacco a rientrare e la conclusione vincente di sinistro. In entrambe le occasioni fondamentale è stato l’altrettanto decisivo apporto di Johnsen, ispiratore costante e autore dei due assist che hanno spianato la strada verso i tre punti.
Il Palermo soffre a centrocampo
Guardando la struttura tattica della squadra, emerge chiaramente come il Palermo debba ancora registrare la gestione dei contropiedi avversari, sofferti specie nella prima parte di gara. Tuttavia, i cambi della ripresa hanno mostrato la via che andrebbe seguita per il futuro. L’ingresso di Estevez ha garantito quella protezione e quelle geometrie indispensabili per sostenere il baricentro, offrendo un bilanciamento tra le due fasi molto più solido rispetto alla propensione nettamente offensiva di Ranocchia e Segre. Altrettanto positivo è stato l’impatto di Gomes, prezioso nel dare sostanza e ritmo in mezzo al campo nei momenti cruciali della contesa.
Serie B, 20 giorni di stop
Ora la lunga pausa di campionato permetterà di ricaricare le pile fino al rientro in campo previsto per il 9 ottobre. Inzaghi avrà il tempo necessario per affinare i meccanismi e correggere i difetti emersi in queste prime uscite. Nel frattempo, a chi continua a storcere il naso perfino davanti a una classifica da primi della classe non resta che ricordargli che nel calcio, soprattutto in cadetteria, i punti contano più dei sofismi estetici. Questo Palermo sa soffrire, sa vincere e sa stare in vetta senza soffrire di vertigini.


