I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Monreale, con il supporto dei colleghi delle Compagnie di Bagheria e Matera, hanno arrestato due palermitani di 30 e 47 anni accusati, a vario titolo, di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
L’operazione conclude una complessa indagine coordinata dalla Procura di Palermo e sviluppata tra aprile 2024 e agosto 2025. Gli investigatori hanno ricostruito un sistema organizzato che gestiva l’attività di almeno sei donne italiane dedite alla prostituzione nell’area palermitana, ricavando profitti dalle loro prestazioni.
L’inchiesta è partita dalla denuncia di un giovane di 24 anni, che si era rivolto alla Stazione dei Carabinieri di Monreale per segnalare il furto del proprio computer portatile. Il ragazzo ha indicato come responsabile una donna con cui aveva avuto un rapporto sessuale a pagamento, organizzato tramite un intermediario ritenuto affidabile per incontri sia in auto che a domicilio.
Le indagini
Approfondendo il caso attraverso intercettazioni e ulteriori accertamenti, i militari hanno scoperto una struttura ben più ampia. Secondo quanto emerso, i due indagati lavoravano in stretto contatto tra loro e utilizzavano telefoni cellulari e piattaforme social per mettere in relazione clienti e prostitute.
Prima degli incontri, i clienti potevano visionare fotografie delle donne e scegliere in base alle proprie preferenze fisiche e caratteriali, con l’obiettivo di soddisfare richieste specifiche ed evitare esperienze giudicate poco gradite.
Gli inquirenti individuano nel 47enne il principale organizzatore dell’attività. L’uomo avrebbe reclutato le donne, pianificato gli appuntamenti, monitorato l’andamento degli incontri e gestito l’aspetto economico, stabilendo tariffe, incassando i pagamenti e distribuendo i compensi.
Il 30enne, invece, avrebbe affiancato il presunto organizzatore mantenendo i contatti con la clientela, reclutando nuove donne e accompagnandole nei luoghi degli incontri. In diverse occasioni sarebbe rimasto nelle vicinanze per seguire telefonicamente l’esito delle prestazioni. Gli elementi raccolti dai Carabinieri hanno convinto l’Autorità Giudiziaria, che ha disposto le misure cautelari eseguite nelle ultime ore.
Al termine delle procedure, i militari hanno trasferito il 47enne nel carcere Pagliarelli di Palermo. Il 30enne, già ospite di una comunità terapeutica a Matera per un’altra vicenda giudiziaria, è finito agli arresti domiciliari nella stessa struttura.

