venerdì, 29 Maggio 2026
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L'accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. Le attività illegali avevano luogo in pieno centro storico

Palermo, smantellato giro di prostituzione: tre arresti e sei sequestri

Quattro uomini, già noti alle forze dell’ordine, sono stati raggiunti da misure cautelari personali e patrimoniali. L’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. L’operazione è scattata nelle scorse ore a seguito di un’ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

A condurre il blitz sono stati i Carabinieri della Compagnia Palermo Piazza Verdi. Data la complessità dell’intervento, i militari hanno operato in sinergia con diverse unità specializzate dell’Arma: il Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, la Compagnia di Intervento Operativo del 12° Reggimento “Sicilia” e il Nucleo Cinofili di Villagrazia.

Nello specifico la richiesta di misura, formulata dalla Procura di Palermo, ha colpito tre palermitani di 30, 34 e 58 anni. I primi due sono destinatari della misura degli arresti domiciliari, e il terzo destinatario della misura della custodia cautelare. Denunciato, in stato di libertà, anche un colombiano di 39 anni, sempre per il medesimo reato. ​A formulare la richiesta è stato il dipartimento Violenza di genere, Violenza domestica e Tutela delle vittime vulnerabili.

L’operazione è il risultato di un’articolata attività investigativa condotta tra settembre 2024 e febbraio 2025 dai militari della Stazione Palermo Centro. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo, ha consentito di far luce su un sistematico e redditizio giro di “squillo”.

A gestire il giro erano proprio i quattro indagati, nel cuore della città. Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo di uomini, ai quali si contesta il reato associativo, avrebbe avuto la piena diponibilità di diversi immobili, dislocati in vari punti del centro storico e destinati unicamente al meretricio.

All’interno di queste “case di appuntamento”, il gruppo imponeva a diverse donne posti letto e prezzi d’affitto superiori al valore di mercato. Questa si configurava come una vera e propria condotta finalizzata a trattenere la parte più consistente dei loro guadagni, riscossi sempre in contanti.

Secondo gli inquirenti, la figura al vertice dell’organizzazione sarebbe stato il 58enne, che avrebbe agito quale promotore e mente strategica del sodalizio. Sarebbe stato lui, infatti, a pianificare la logistica degli alloggi e le prenotazioni, a tenere la contabilità dei profitti e ad impartire le direttive operative ai complici.

Tra i sodali, avrebbe avuto un ruolo attivo anche il 30enne, che avrebbe agito alle dipendenze del primo, mettendo a disposizione gli appartamenti e una carta prepagata, che serviva ad incanalare i proventi illeciti delle attività. Per quanto concerne la riscossione del denaro e il controllo sul campo delle donne, a seguire le attività sarebbe stato il 34enne, indicato secondo fonti investigative quale “factotum” del gruppo, il quale non avrebbe esitato a ricorrere a toni intimidatori per garantire la disciplina interna e il pagamento delle quote.  

Il ruolo del 39enne colombiano sarebbe stato quello di occuparsi, dietro compenso, della logistica e dello spostamento sistematico delle donne tra i vari appartamenti, del procacciamento di nuove ragazze e della riscossione dei fondi necessari alla pubblicazione degli annunci pubblicitari online necessari ad attirare i clienti.

Durante le attività di polizia giudiziaria, gli agenti hanno sequestrato preventivamente sei immobili risultati nella disponibilità degli indagati, e rinvenuto e sequestrato una somma in contanti di oltre 120 mila euro, ritenuta provento dell’attività illecita. Le indagini condotte dai militari, anche attraverso attività tecniche e pedinamenti, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli odierni indagati e definire un quadro probatorio ampiamente condiviso dall’Autorità Giudiziaria, che ha consentito l’emissione delle odierne misure cautelari.

Inoltre, nell’ambito del medesimo contesto investigativo, denuncia in stato di libertà anche per il 34enne, con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Il 58enne e il 30enne già indicati, insieme ad un 57enne e a due donne di 31 e 58anni loro familiari, hanno subito il deferimento per il reato di riciclaggio.

L’attività odierna conferma l’impegno costante dell’Arma dei Carabinieri e della Procura della Repubblica nel contrasto ai reati contro la persona che ledono la dignità delle donne alimentando i circuiti dell’illegalità diffusa sul territorio.

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