Il giudice per le indagini preliminari Lorenzo Chiaramonte ha convalidato l’arresto di Pietro Graziano e disposto la custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio nei confronti di Alice Badalamenti, rimasta gravemente ferita alla tempia nella notte tra domenica e lunedì in via Isidoro La Lumia, nel centro di Palermo.
Nell’ordinanza, il gip ha utilizzato parole nette per respingere la ricostruzione fornita dall’indagato, definendola “risibile” e sottolineando la pericolosità sociale del ventitreenne, ritenendo necessario interrompere ogni possibile contatto con ambienti criminali.
La svolta investigativa è arrivata nelle ore successive alla sparatoria. Intorno alle 4:45 i carabinieri hanno notato una Fiat 500 nera parcheggiata nei pressi del luogo dell’agguato. Poco dopo, il compagno della madre del giovane si è presentato per recuperare il veicolo, riferendo che il ragazzo si era allontanato a piedi nel caos seguito ai fatti. All’interno dell’auto è stata rinvenuta una giacca di jeans riconducibile a Graziano, dettaglio che ha rafforzato i sospetti degli investigatori.
L’identificazione definitiva è stata possibile incrociando le immagini delle telecamere di sorveglianza con quanto trovato durante la perquisizione a casa dell’indagato, in via Albergheria. I filmati mostravano un giovane con maglietta bianca, jeans slavati, tracolla, cappellino scuro e scarpe Nike nere: un abbigliamento identico a quello indossato da Graziano al momento del controllo.
Messo di fronte agli elementi raccolti, il giovane ha consegnato spontaneamente un revolver Hopkins & Allen a cinque colpi, estratto dalla tasca dei pantaloni insieme agli indumenti utilizzati la sera dei fatti.
Davanti al pubblico ministero, assistito dall’avvocato Corrado Sinatra, Graziano ha ammesso di aver esploso i colpi, sostenendo però di aver mirato verso il basso per intimorire il conducente di un’Audi Q3, convinto di essere in pericolo. Una versione che però non ha retto al confronto con le immagini di videosorveglianza, nelle quali si vede l’uomo con il braccio teso all’altezza del busto mentre spara direttamente verso l’auto su cui viaggiava la giovane.
Nel corso dell’udienza di convalida, il 23enne si è avvalso della facoltà di non rispondere, limitandosi a dichiarazioni spontanee sui propri spostamenti nella zona della movida cittadina.
Un ulteriore punto ritenuto decisivo dal gip riguarda l’arma utilizzata. Graziano aveva riferito di averla acquistata da uno sconosciuto poco prima dell’episodio, ma il giudice ha giudicato tale ricostruzione inattendibile, evidenziando come la disponibilità immediata di una pistola indichi contatti non chiariti con ambienti criminali. Elementi che, secondo il provvedimento, rendono la detenzione in carcere l’unica misura adeguata.

