mercoledì, 28 Ottobre 2026
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Corteo in piazza Politeama dalle ore 9

Palermo, sciopero generale il 30 ottobre contro il governo Meloni

Lavoro, salari, welfare e opposizione al riarmo. Sono questi i temi al centro dello sciopero generale in programma venerdì 30 ottobre, una giornata di mobilitazione che coinvolgerà diverse categorie di lavoratori e generazioni. A Palermo, i manifestanti si incontreranno alle ore 9 in piazza Politeama per dare vita alla protesta.

Gli organizzatori lanciano un appello all’unità e invitano lavoratori, studenti, pensionati e cittadini a scendere in piazza contro le politiche del governo Meloni. La mobilitazione si svolgerà anche al fianco dei lavoratori portuali, protagonisti di uno sciopero internazionale che attraverserà cinque continenti per contestare la guerra, il riarmo e il commercio di armi.

Le ragioni dello sciopero: salari, povertà e disuguaglianze

Al centro della protesta c’è la richiesta di maggiori investimenti nei servizi pubblici e nel welfare, in contrapposizione alle risorse destinate alla difesa e agli armamenti. Nel comunicato, i promotori denunciano inoltre l’aumento delle disuguaglianze economiche e la concentrazione della ricchezza nelle mani di una parte limitata della popolazione.

Secondo i dati citati dagli organizzatori, il 10% delle famiglie più ricche detiene oltre il 60% della ricchezza netta nazionale, mentre alla metà più povera della popolazione spetta appena il 7,2%.

Il quadro economico descritto nel documento comprende anche la chiusura di quasi 300mila imprese nel solo 2025, 5,4 milioni di persone in condizioni di povertà, 3,2 milioni di lavoratori precari e altri 2,5 milioni con retribuzioni insufficienti.

I promotori sottolineano inoltre la perdita di almeno il 10% del potere d’acquisto dei salari tra il 2019 e il 2025. A pesare sulle famiglie contribuiscono anche il caro affitti, i mutui difficili da sostenere e la ridotta disponibilità di alloggi pubblici. Sul fronte previdenziale, il comunicato segnala che 4,5 milioni di pensionati vivono con meno di mille euro al mese.

La critica al governo Meloni e al diritto di protesta

Gli organizzatori denunciano anche l’aumento del costo dei carburanti, dei generi alimentari e delle bollette, che continua a mettere sotto pressione i bilanci familiari. Nel comunicato, attribuiscono al governo Meloni la responsabilità di non affrontare adeguatamente queste difficoltà e criticano le misure che, a loro giudizio, limitano il diritto di manifestare.

La mobilitazione nasce anche dalla volontà di contrastare quella che i promotori considerano una criminalizzazione del dissenso. Per questo, lo sciopero rappresenta uno strumento di pressione politica e sociale, insieme alle manifestazioni nelle piazze.

L’appello finale coinvolge lavoratori e lavoratrici, studenti, agricoltori, autotrasportatori, pensionati, persone senza casa e giovani delle periferie. L’obiettivo dichiarato è riunire le diverse componenti della società attorno alle rivendicazioni sul lavoro, sui diritti sociali e sulla pace.

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