In questi giorni, la carreggiata lato Parco d’Orleans di corso Re Ruggero e la via Brasa sono chiuse al traffico per lavori. Tali operazioni hanno provocato notevoli incolonnamenti, in un’area ad alta densità abitativa e commerciale, e ricca di infrastrutture strategiche come il campus universitario di viale delle Scienze, l’Ospedale Civico e il Policlinico.
La causa della chiusura risiede nei lavori di Terna SPA per il collegamento tra la Cabina primaria Università e la rete ad alta tensione che serve la città, in un’area che in futuro sarà interessata anche dalla nuova linea tranviaria.
Gli interventi già nei mesi scorsi avevano comportato l’apertura di cantieri, ma soltanto sulle semicarreggiate di via Ernesto Basile e via Brasa interessate dagli interventi. Ora però, in una fase successiva, è stato necessario estendere i cantieri in corso Re Ruggero, chiudendo la carreggiata lato monte, e nell’intera via Brasa. Di conseguenza, i disagi sono aumentati, soprattutto per chi frequenta la zona per motivi di studio, lavoro o salute.
Nel frattempo, i tecnici dell’ufficio Mobilità hanno invertito il senso di marcia della carreggiata lato mare di corso Re Ruggero. Il traffico procede ora da piazza Indipendenza verso l’incrocio tra via Ernesto Basile, corso Tukory e via Gaetano Lodato. Il traffico diretto su piazza Indipendenza, invece, si snoda lungo le vie Generale Cadorna e del Bastione, alle spalle dell’Ospedale dei Bambini.
Per sopperire alla chiusura della via Brasa, infine, è stato istituito il doppio senso di marcia nel primo tratto della via Ernesto Basile. I mezzi provenienti da corso Tukory o corso Re Ruggero potranno così raggiungere le autostrade o l’università.
Sulla vicenda si è espresso il presidente della Quarta Circoscrizione, Giuseppe Di Vincenti: «Si tratta di interventi necessari per garantire una rete elettrica più efficiente – ha spiegato a QdP – . L’ufficio Mobilità e Traffico ci ha riferito che i cantieri dureranno venticinque giorni e che si sta facendo il possibile per tutelare la viabilità. Palermo, tuttavia, – conclude Vincenti – sconta l’assenza di percorsi alternativi, e snodi nevralgici come corso Calatafimi e piazza Indipendenza rischiano (come in questo caso, ndr) di subire forti ripercussioni».




