mercoledì, 10 Giugno 2026
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Il piccolo era privo di sensi e cianotico. I militari lo hanno scortato fino al Di Cristina sgombrando il traffico

Palermo, bimbo in fin di vita in via Sciuti: decisivo l’intervento di due carabinieri

Attimi di grande paura a Palermo con un lieto fine. Due carabinieri del 12° Reggimento Sicilia, Pietro Dazzio e Giuseppe Palmiero, hanno salvato la vita a un bambino che si trovava in gravissime condizioni, intervenendo con prontezza e accompagnandolo d’urgenza all’ospedale dei Bambini “G. Di Cristina”.

L’episodio si è verificato a Palermo, lungo via Giuseppe Sciuti. I due militari stavano effettuando un servizio di pattuglia a bordo della Gazzella quando sono stati improvvisamente affiancati da un’autovettura. A bordo c’erano i genitori di un bambino che aveva perso conoscenza ed era cianotico.

Disperati, il padre e la madre hanno chiesto aiuto ai carabinieri. Compresa immediatamente la gravità dell’emergenza, Pietro Dazzio e Giuseppe Palmiero hanno attivato i dispositivi di emergenza dell’auto di servizio e hanno aperto la strada alla vettura della famiglia, facendosi largo nel traffico cittadino per raggiungere nel più breve tempo possibile il pronto soccorso dell’ospedale pediatrico “Giovanni Di Cristina”.

Il bambino è stato affidato tempestivamente alle cure del personale sanitario, che ha potuto prestargli l’assistenza necessaria. A sottolineare il valore dell’azione compiuta dai due carabinieri è stato il segretario generale provinciale dei Carabinieri di Palermo, Franco Sortino, che ha espresso il proprio apprezzamento per l’operato dei militari.

«Il pianto liberatorio e l’abbraccio commosso di quei genitori – ha detto Sortino – sono il riconoscimento più grande per chi indossa la nostra divisa. Saper decidere d’iniziativa in pochi secondi, mettendo la salvaguardia della vita umana sopra ogni cosa, è l’essenza stessa dell’essere un carabiniere. L’operato di Pietro e Giuseppe è un esempio straordinario di elevate virtù civiche e professionalità. A nome di tutta la Segreteria e dei lavoratori in uniforme che rappresentiamo, va a loro il nostro più vivo compiacimento e un grandissimo abbraccio fraterno».

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