Sulla morte di Noemi Impellizzeri, trovata senza vita lo scorso agosto nella sua abitazione di Riposto, in provincia di Catania, ci sono nuovi elementi. Infatti, secondo le prime valutazioni del medico legale nominato dalla famiglia, sarebbero emersi sul corpo segni riconducibili allo strangolamento e non all’impiccamento. Questi elementi, secondo i familiari, rafforzano l’ipotesi che la giovane sia stata uccisa.
È stato Angelo Patané, avvocato della famiglia di Noemi, intervenuto a Ore 14, il programma condotto da Salvo Sottile su Rai 2, a riferire gli sviluppi. “Gli accertamenti del nuovo medico legale nominato dalla famiglia ci lasciano la certezza di poter sconfessare l’ipotesi del suicidio”, ha dichiarato. Secondo il legale, la consulente avrebbe individuato elementi che distinguerebbero le lesioni provocate da uno strangolamento da quelle legate a un’impiccagione.
Da qui l’inquietante ricostruzione prospettata dalla famiglia. Noemi sarebbe stata strangolata e il suo corpo sospeso soltanto successivamente, in quella che l’avvocato ha definito una “macabra messa in scena”. Comunque, lo stesso Patanè ha precisato che si tratta delle risultanze iniziali della consulenza medico-legale di parte.


