sabato, 13 Giugno 2026
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Quindici i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere

Blitz antimafia tra Catania e Siracusa, nell’inchiesta pure Niko Pandetta

Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Catania, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia per 15 destinatari. Tra questi figura anche Vincenzo “Niko” Pandetta, cantante neomelodico di 35 anni e nipote dello storico boss catanese Salvatore “Turi” Cappello. L’inchiesta rientra nell’operazione “Abisso” condotta dalla Guardia di Finanza contro un presunto traffico di droga legato ai clan Cappello-Bonaccorsi di Catania e Santa Panagia di Siracusa.

Pandetta avrebbe mantenuto contatti con esponenti della criminalità organizzata anche durante la detenzione. L’accusa sostiene che il cantante abbia svolto un ruolo di collegamento negli affari di droga con la cosca siracusana attraverso un altro detenuto. Gli atti dell’indagine comprendono inoltre alcune videochiamate intercettate tra Pandetta e affiliati al clan Cappello-Bonaccorsi.

In una delle conversazioni, Antonio Vasta, tra gli arrestati nell’operazione, avrebbe raccontato la propria frustrazione per la perdita di un ingente carico di cocaina. La droga, circa due tonnellate, si trovava in mare davanti alle coste del Catanese quando la Guardia di Finanza l’ha individuata e sequestrata. Durante il colloquio con un altro indagato e con Pandetta, chiamato in alcune occasioni “Niko Cappello“, Vasta avrebbe parlato di un mancato profitto da 30 milioni di euro, somma che, a suo dire, avrebbe consentito di sostenere “quattro o cinque famiglie”.

Pandetta sta già scontando una condanna definitiva a quattro anni e cinque mesi di reclusione per spaccio di droga ed evasione. La Polizia lo ha arrestato il 19 ottobre 2024 a Milano dopo che la Corte di Cassazione aveva respinto il suo ricorso, rendendo esecutiva la sentenza emessa dal Tribunale di Catania.

Il cantante risulta inoltre indagato nell’inchiesta della Dda di Palermo su un presunto traffico di cellulari e sostanze stupefacenti all’interno del carcere Pagliarelli. Il nome di Pandetta era tornato al centro dell’attenzione pubblica anche nel maggio 2025.

Durante il concerto “One Day” alla Plaia di Catania, il trapper Baby Gang ha mostrato sul palco un video che ritraeva il cantante. L’episodio ha suscitato polemiche e spinse gli investigatori ad approfondire la vicenda. Successive verifiche nel carcere calabrese, dove Pandetta era detenuto, hanno portato al ritrovamento di alcuni cellulari da parte della polizia penitenziaria, su impulso della Procura e della Squadra Mobile di Catania.

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