sabato, 25 Luglio 2026
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Gli investigatori cercano di capire se qualcuno intendesse utilizzare anche le bombe per aumentare ulteriormente il livello dello scontro e dell'intimidazione

Mafia, trovate due bombe a mano durante il blitz di San Lorenzo

Due bombe a mano sequestrate durante il blitz contro il gruppo della Mafia del mandamento di San Lorenzo aggiungono un nuovo elemento alle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo. Il particolare, finora rimasto riservato, emerge dall’operazione che nelle scorse settimane ha portato all’arresto degli uomini ritenuti coinvolti nelle estorsioni sul territorio.

Il ritrovamento degli ordigni apre nuovi interrogativi. Dopo gli attentati incendiari e gli attacchi compiuti con il kalashnikov, gli investigatori cercano di capire se qualcuno intendesse utilizzare anche le bombe per aumentare ulteriormente il livello dello scontro e dell’intimidazione.

Nel frattempo i Carabinieri del Nucleo investigativo concentrano l’attenzione sull’arsenale citato più volte da Salvatore Verga durante alcune conversazioni intercettate nel carcere di Trani, dove si trovava detenuto prima del trasferimento a Oristano. Verga avrebbe indicato l’esistenza di un deposito con kalashnikov, pistole e fucili a pompa nascosti in un luogo ancora sconosciuto. Nelle chat, Verga si identificava con l’emoticon di una bomba e avrebbe chiesto ai suoi uomini di recuperare le armi e sistemarle all’interno di una valigetta.

Tra gli arrestati figura anche Matteo Salamone. In una conversazione intercettata spiegava «Ora gli dico a “bomba atomica” di darmi il “Pocket Coffee”». Per gli investigatori quel soprannome indicava il kalashnikov che Salamone avrebbe voluto utilizzare contro una persona ritenuta responsabile di aver diffuso voci sulla sua vita privata.

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