sabato, 25 Maggio 2024

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Mafia, operazione Centro: rito abbreviato per 16 imputati

CronacaMafia, operazione Centro: rito abbreviato per 16 imputati

Nell’ambito dell’operazione antimafia denominata Centro, 16 imputati hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, mentre solo due hanno optato per il giudizio ordinario. Il processo è in corso di svolgimento dinanzi al gup Rosario di Gioia.

Secondo la Procura, Massimo e Francesco Mulè avrebbe retto il clan di Palermo Centro dal 2018, imponendo il pizzo nei mercati storici, in piazza Magione e in un ristorante di via Messina Marine.

Il gup Rosario Di Gioia ha rinviato a giudizio, oltre ai due Mulè, anche altre 16 persone coinvolte nell’operazione messa a segno a dicembre scorso. Hanno scelto il rito abbreviato Gaetano Badalamenti, Alessandro Cutrona, Antonino Pisano, Francesco Mulè, Alessandro Adamo, Francesco Lo Nardo, Giuseppe Mangiaracina, Antonio Lo Coco, Calogero Leandro Naso, Salvatore Gioeli, Simone Abbate, Salvatore Maddalena, Giovanni Maddalena, Giuseppe Civiletti e Giuseppe Campisi (difesi fra gli altri dagli avvocati Debora Speciale, Antonio Turrisi, Filippo Gallina, Michele Giovinco, Miria Rizzo, Gianfranco Viola). È stata accolta la richiesta di abbreviato condizionato avanzata dai legali di Massimo Mulè, difeso dagli avvocati Giovanni Castronovo e Marco Clementi.

Il gup Rosario di Gioia, in accoglimento della richiesta difensiva, ha ritenuto indispensabile ai fini della decisione sentire in aula i proprietari del pub Chaka e del ristorante Le mura, in relazione ad un’ipotesi di estorsione, che vede tra gli altri imputati Massimo Mulè, per comprendere meglio il ruolo svolto dall’imputato in questa vicenda, visto che l’unico elemento indiziario sarebbe costituito da un’intercettazione ambientale tra lo stesso stesso proprietario ed il Mangiaracina, nel corso della quale si farebbe riferimento a tale “u nicu”, nomignolo che però non parrebbe riconducibile con assoluta certezza a Massimo Mulè. Il processo è stato rinviato al prossimo 12 gennaio 2024, proprio per l’assunzione dei suddetti testimoni.

Hanno optato invece per il giudizio ordinario gli imputati Giuseppe Castelli e Salvatore D’Atria, che sono stati rinviati a giudizio dinanzi alla terza sezione collegiale del tribunale di Palermo per l’udienza del 6 marzo 2024. A margine dell’udienza si registrano le dichiarazioni spontanee di Alessandro Cutrona, il quale si è scusato con i pubblici ministeri e con tutti i soggetti che ha ingiustamente accusato, nel periodo in cui ebbe a simulare la volontà di collaborare con la giustizia, scelta sua dettata unicamente dal desiderio di uscire dal carcere per ricongiungersi con i suoi familiari. In buona sostanza ha spiegato che ha reso dichiarazioni palesemente false e non veritiere proprio per questo scopo.

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