Undici anni, cinque mesi e dieci giorni di carcere, è la condanna inflitta dalla quarta sezione del tribunale di Palermo a Michele Spataro. Ritenuto dagli investigatori il principale collaboratore di Franco Bonura, storico boss della Mafia dell’Uditore.
Sansone e Pace
Il collegio presieduto da Wilma Mazzara, con le giudici Elisabetta Villa e Patty Fiocco, ha invece assolto Roberto Sansone e l’architetto Mauro Pace dall’accusa di estorsione. Sansone, figlio del costruttore Giuseppe “Pino” Sansone, e Pace avevano scelto il rito abbreviato e sono stati assistiti dagli avvocati Domenico La Blasca e Tommaso De Lisi.
Il procedimento nei loro confronti si è svolto sulla base degli atti già raccolti dalla Procura. Inizialmente il giudice dell’udienza preliminare aveva negato l’accesso al rito alternativo, ma il tribunale ha accolto la richiesta e ha consentito anche l’audizione dell’imprenditore che aveva denunciato la presunta richiesta estorsiva.
Durante l’esame è emerso un quadro diverso rispetto alla ricostruzione dell’accusa. Non ci sarebbe stata infatti alcuna pressione di natura mafiosa, ma soltanto una disputa economica legata a lavori di ristrutturazione e alla quantificazione delle somme richieste. La Procura, invece, sosteneva che Sansone e Pace avessero cercato di ottenere oltre 170 mila euro per interventi edilizi mai realizzati. Gli avvocati hanno sostenuto che la somma richiesta riguardasse opere realmente eseguite e che non ci fosse stata alcuna minaccia.
Spataro
Diversa la posizione di Spataro, che per i giudici avrebbe ricoperto un ruolo di primo piano accanto a Bonura. Sarebbe stato lui a gestire gli spostamenti del boss e ad accompagnarlo agli incontri con altri esponenti di Cosa nostra. Spataro avrebbe prelevato Bonura dalla sua abitazione di via Ausonia per condurlo ai summit del clan.
Il nome di Franco Bonura è tornato recentemente al centro delle cronache anche per l’inchiesta della Procura di Caltanissetta sul cosiddetto dossier Mafia e appalti. Gli inquirenti stanno approfondendo il ruolo del boss dell’Uditore e i presunti favori che avrebbe ricevuto, secondo l’ipotesi investigativa, attraverso l’intervento dell’ex esponente della Democrazia cristiana Ernesto Di Fresco, morto alcuni anni fa, nell’ambito di un procedimento per omicidio. Nel processo principale sulla mafia dell’Uditore, ad aprile Bonura ha ricevuto una condanna a 18 anni e due mesi di reclusione.


