venerdì, 10 Luglio 2026
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Il numero 1 granata ringrazia il Comune e attacca pesantemente le istituzioni trapanesi

Il Trapani calcio giocherà al Velodromo di Palermo: Antonini senza freni

Il Trapani disputerà le gare casalinghe della stagione 2026-2027 allo stadio Velodromo di Palermo. La società granata ha infatti ottenuto il nulla osta da parte dell’amministrazione comunale del capoluogo siciliano per utilizzare l’impianto come sede delle proprie partite. Una scelta destinata a far discutere, soprattutto alla luce della storica rivalità sportiva tra Palermo e Trapani, ma che il presidente Valerio Antonini interpreta come il simbolo di una nuova fase per il calcio siciliano e per il club granata. Nel lungo messaggio pubblicato sui social, il patron ha ringraziato il Comune di Palermo, espresso fiducia nella possibile riammissione in Serie C e lanciato un durissimo attacco alle istituzioni della provincia di Trapani.

«La Società FC Trapani 1905 SRL ha ottenuto il nulla osta del Comune di Palermo affinché le gare casalinghe del Campionato di Calcio LND, per la stagione 2026-2027, vengano disputate entro le mura nobili e gloriose dello Stadio Velodromo.

Ringrazio, con animo colmo di una gratitudine che il tempo non potrà mai scolorire, la Giunta comunale palermitana, per la sensibilità dimostrata: gesto che serberò in cuore fino all’ultimo dei miei giorni, e che assume oggi il sapore di un vessillo piantato nel deserto, proprio nell’ora in cui le istituzioni trapanesi escono annientate, polverizzate, ridotte a cenere nella loro immagine, travolte da uno scandalo senza precedenti nella storia di questa terra.

Hanno ricevuto, oggi, un tremendo, simbolico, risonante schiaffo morale che ne azzera, ne cancella, ne seppellisce per sempre qualsivoglia residuo di credibilità. È questa la prova, l’ennesima, la più solenne, che le vetuste e medievali teorie secondo cui Trapani e Palermo sarebbero eternamente antagoniste trovano oggi la risposta più fragorosa, più definitiva, più clamorosa che la storia potesse scrivere.

Poter giocare al Velodromo sarà motivo di entusiasmo ancor più grande qualora giungesse, come profondamente credo e come attendo con fede incrollabile, la riammissione in Serie C: notizia che confido di ricevere già entro la fine di luglio.

Ad ogni modo, comincia una nuova era, fatta di vittorie e rivalse su estorsioni, su mala gestio istituzionale locale, su politici indifferenti o su candidati che non hanno minimamente a cuore la città che intendono governare già oggi che non sono neanche in campagna elettorale.

Ai sindaci della provincia di Trapani, a coloro che avevamo interrogato, supplicato, interpellato per ottenere le dovute autorizzazioni, e che o le hanno negate con freddezza burocratica, o non hanno avuto nemmeno la dignità, la sensibilità minima, la cortesia elementare di rispondere, mando una sonora pernacchia che valga da monumento perenne alla loro inadeguatezza.

Voglio però escludere da questo giudizio la sindaca di Marsala, che non ha opposto veti alcuni, anche grazie all’amico Angelo Casa; sia però chiaro che l’impianto marsalese non poteva in ogni caso essere utilizzato, per i problemi strutturali che la stessa LND aveva già puntualmente segnalato.

Alla tifoseria trapanese, quella vera, quella per bene, quella seria, che in questo momento drammatico mi ha dimostrato un attaccamento che non dimenticherò, mando un saluto sincero, fraterno, sentito. A voi chiedo di attendere le prossime informazioni sulla campagna abbonamenti, che da lunedì cominceremo a costruire con cura, per riempire il Velodromo di gente onesta, educata e perbene.

Il resto della città insieme alle sue istituzioni ha perso in maniera deflagrante, rovinosa, irreparabile. A queste istituzioni auguro una fine ancora più ingloriosa di quella che stanno già facendo vivere ogni giorno ai cittadini trapanesi.

Al presidente Quinci: si compri una bella giacca, e con essa una cravatta all’altezza dell’occasione. Lo attendo personalmente all’udienza del prossimo settembre. Là chiederò al giudice l’immediata esecutività non soltanto dei milioni di euro relativi ai lavori quietanzati, liquidi ed esigibili a prima domanda, ma anche dei 910 mila euro di danni che subiremo per questa clamorosa, vergognosa, indecente e spudorata estorsione. E sono certo che ascoltando quello che avrò da dire rimarrà sconvolto».

19.3 C
Palermo

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