Un esposto per fare luce sulle condizioni di sicurezza, sullo stato dei lavori e sulla piena funzionalità dei plessi dell’A.O.U.P. Paolo Giaccone di Palermo. Lo SNALS ha chiesto alle autorità competenti di verificare la situazione all’interno del Policlinico, dove da tempo diversi reparti e servizi affrontano trasferimenti, decentramenti e sistemazioni temporanee a causa degli interventi edilizi, strutturali e impiantistici in corso.
Il protrarsi dei lavori e delle soluzioni provvisorie incide sull’organizzazione del personale, sulla disponibilità degli spazi e sulle condizioni di sicurezza di lavoratori e pazienti. Lo SNALS sottolinea in particolare che una sistemazione nata come temporanea non può diventare una modalità ordinaria di funzionamento dell’Azienda.
Nel documento il sindacato richiama anche le dichiarazioni della Direzione Strategica dell’A.O.U.P., secondo cui gli interventi finanziati dal PNRR avrebbero rispettato le scadenze previste. Il mancato rientro di alcune Unità Operative dipenderebbe invece dalla necessità di ulteriori lavori legati alla prevenzione e alla sicurezza antincendio.
Lo SNALS chiede quindi di verificare, attraverso la documentazione tecnica e amministrativa, quando l’Azienda abbia effettivamente concluso ciascun intervento finanziato dal PNRR e quali opere risultino ancora da completare.
Tra gli atti da esaminare figurano i verbali e i certificati di ultimazione dei lavori, lo stato finale delle opere, la documentazione del Responsabile unico del progetto e della Direzione dei lavori, oltre agli eventuali collaudi e certificati di regolare esecuzione.
Il sindacato vuole inoltre distinguere tra la conclusione materiale dei lavori, quella amministrativa o finanziaria e la reale possibilità di utilizzare pienamente gli edifici. Per lo SNALS, infatti, le tre condizioni non coincidono necessariamente.
Il nodo del Plesso 13
Tra le situazioni che destano maggiore preoccupazione c’è quella del Plesso 13, ancora non pienamente disponibile. La sua indisponibilità continua infatti a condizionare l’organizzazione di alcune attività, tra cui quella dell’Oncologia, che opera negli spazi dell’ex Pronto Soccorso.
Lo SNALS evidenzia le possibili conseguenze di questa sistemazione sui pazienti oncologici, che richiedono ambienti adeguati alle loro particolari condizioni di fragilità. Il sindacato collega inoltre la situazione del Plesso 13 agli interventi necessari per la prevenzione e la sicurezza antincendio.
L’esposto chiede alle autorità di acquisire tutti gli atti relativi ai lavori, individuare i responsabili e i tecnici incaricati e ricostruire l’intero iter dell’intervento. La verifica dovrebbe riguardare il cronoprogramma iniziale, le eventuali modifiche, lo stato di avanzamento, le sospensioni e le proroghe, oltre alle opere ancora da completare e alle ragioni che hanno impedito la piena riapertura del plesso.
«Continuità delle cure non significa accettare condizioni provvisorie»
Lo SNALS riconosce che il personale ha continuato a garantire l’assistenza nonostante le difficoltà organizzative. Secondo il sindacato, però, la continuità delle prestazioni non può diventare un motivo per prolungare indefinitamente situazioni nate come temporanee.
L’organizzazione chiede inoltre di verificare se i trasferimenti e le riorganizzazioni interne abbiano rispettato tutti gli obblighi previsti dalle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’attenzione riguarda, in particolare, l’idoneità degli ambienti, la capienza, le vie di fuga, la prevenzione degli incendi e la gestione delle emergenze.
Lo SNALS precisa di non voler anticipare valutazioni su eventuali responsabilità personali o illeciti, rimettendo ogni giudizio alle autorità competenti. Il sindacato ritiene però necessario un controllo puntuale, anche alla luce del protrarsi delle criticità e della rilevanza degli interessi coinvolti.
Lo SNALS: «Troppe segnalazioni senza risposte»
Nell’esposto il sindacato sottolinea inoltre di avere già presentato nel tempo diverse segnalazioni, diffide e richieste di intervento alle autorità e alle amministrazioni competenti. Alle iniziative non avrebbero fatto seguito risposte o interventi capaci di risolvere concretamente le problematiche.
Per il sindacato, la reiterazione delle segnalazioni dimostra che le criticità non possono più considerarsi sconosciute agli organi destinatari. Da qui la richiesta di assumere le iniziative necessarie, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze.
Lo SNALS ribadisce che il Policlinico non può considerarsi estraneo alle norme sulla sicurezza. La complessità dell’Azienda, la presenza contemporanea di numerosi cantieri e la necessità di garantire l’assistenza non possono, secondo il sindacato, determinare una sospensione di fatto delle tutele previste per lavoratori e pazienti.
L’organizzazione ricorda di avere finora privilegiato il confronto istituzionale e la ricerca di soluzioni. Se anche questa iniziativa non dovesse produrre un riscontro concreto, lo SNALS annuncia però che potrebbe rivolgersi alla Procura della Repubblica.
Il sindacato si dice pronto a trasmettere all’autorità giudiziaria la documentazione e le segnalazioni raccolte nel tempo, affinché possa valutare autonomamente l’eventuale rilevanza dei fatti e l’esistenza di possibili responsabilità.


