lunedì, 14 Settembre 2026
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Decisive le immagini di videosorveglianza e i sopralluoghi ricostruiti dai Carabinieri

Bagheria, spari sulla vetrata di un magazzino: arrestato il secondo complice

Si chiude il cerchio sul grave atto intimidatorio messo in atto nella notte dello scorso 4 luglio nel pieno centro storico di Bagheria. I Carabinieri della Compagnia cittadina hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese guidata dal Procuratore Angelo Vittorio Cavallo, nei confronti di un uomo di 32 anni, già noto alle forze dell’ordine per precedenti reati di violenza contro la persona. L’uomo è ritenuto il complice dell’autore materiale della sparatoria.

La ricostruzione dell’intimidazione

La notte del 4 luglio, due individui con il volto travisato si erano avvicinati a piedi a un magazzino momentaneamente disabitato. In quell’occasione, uno dei due aveva estratto una pistola da una busta ed esploso quattro colpi contro la porta a vetri del locale, mentre il trentaduenne forniva costante supporto e copertura. Terminata l’azione, i due si erano allontanati a piedi con estrema calma, separandosi lungo il percorso per far perdere le proprie tracce.

L’episodio non era stato segnalato al 112 al momento dei fatti; la ricostruzione dell’accaduto è stata resa possibile grazie all’attento esame dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza della zona.

Le indagini e i due arresti

Le ricerche dei Carabinieri avevano portato, già lo scorso 10 luglio, all’arresto del primo indagato, un ventinovenne del posto attualmente recluso. Gli approfondimenti investigativi successivi, coordinati dal Sostituto Procuratore Manfredi Lanza, hanno permesso di risalire all’identità del secondo uomo.

Dalle indagini è emerso inoltre che, nei giorni precedenti all’attentato, il trentaduenne aveva effettuato diversi sopralluoghi notturni nella zona, arrivando a fotografare con il proprio smartphone la vetrata del magazzino poi colpito.

La decisione del GIP

Esaminati gli elementi raccolti dagli investigatori e la richiesta della Procura, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, Sandro Potestio, ha convalidato il fermo disposto nei confronti del trentaduenne, applicando la misura della custodia cautelare in carcere.

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