venerdì, 24 Maggio 2024

Testata telematica registrata al Tribunale di Palermo n. 07/2024
Editore: Associazione 100Media - Direttore responsabile: Michele Sardo

Giardinello e la conca giardino: un paese in cui si vive ancora bene

Eventi e CulturaGiardinello e la conca giardino: un paese in cui si vive ancora bene

La pace e la tranquillità che si vivono qua sono uniche

Fervono i preparativi per l’imminente restauro del lavatoio ottocentesco di Giardinello, comune del Palermitano poco conosciuto ma davvero speciale. Si inaugura la riapertura di un monumento che è simbolo del paese, legato anche alla dinastia dei D’Orleans di Francia, nella fattispecie a Herny D’Aumale, quarto figlio del duca D’Orleans, che nel 1853 acquistó il feudo dello Zucco, portando benessere anche nella zona circostante. Una cosa abbastanza gradita dalle donne dell’epoca che reclamavano un lavatoio pubblico dove lavare i panni. A quei tempi non c’era lavatrice e il proliferare delle malattie era ancora alto. Un’opera che rese migliore la vita delle donne dell’epoca: sia da un punto di vista igienico, che sociale. Uscire e recarsi al lavatoio era un modo per socializzare e uscire dal proprio nucleo familiare. La famiglia era patriarcale e i rapporti sociali per le donne fuori dalle mura domestiche erano praticamente inesistenti.

Ma Giardinello è davvero una sorpresa per chi decide di visitarla. Attrazione da non perdere è il Caffè House, postazione ottagonale di osservazione campestre, della seconda metà del settecento. Qui i proprietari terrieri e le guardie campestri si mettevano a osservare il lavoro dei campi dei braccianti agricoli. La loro vita non era per niente facile, con continui soprusi perpetrati nel corso degli anni e dei secoli.

Fu proprio a Giardinello che scoppiarono le prime rivolte contadine di Sicilia, finite nel sangue e con la morte di tanti manifestanti. In quegli anni sul finire dell’ottocento nacquero i fasci siciliani e la prima associazione di categoria dell’epoca.

A scegliere Giardinello fu anche San Benedetto il Moro, patrono della città di Palermo. Il Santo qui vi dimorò per qualche tempo nella seconda metà del cinquecento. A lui si attribuiscono miracolose guarigioni solo con l’impostazione delle sue mani. La gente veniva anche dalla vicina Carini per via dei suoi prodigi.

E poi c’è il bellissimo teatro comunale, che al cambio di luce e del punto di osservazione cambia scenografia. Una sorta di paesaggio metafisico, che ricorda il teatro Greco di Gela.

Qualcuno potrà pensare che Giardinello si va svuotando come quasi tutti i paesi delle province siciliane. In realtà, dalla fine dell’ottocento, quando nel comune palermitano abitavano poco più di 800 anime, la popolazione è più che raddoppiata. Un dato in controtendenza con le statistiche dell’epoca, in un periodo in cui le campagne si svuotavano, e la gente cercava fortuna pure all’estero. Qual è dunque il segreto di Giardinello? Semplice, si vive bene! Una conca giardino in cui chi ci abita dice di sentirsi protetto, circondato dalla bellezza dei suoi monti immersi nella campagna. Ma non spargete troppo la voce!

Guarda altri contenuti

Check out other tags:

I PIÙ LETTI